Come Smettere di Pensare al Suicidio

Quando disperazione, isolamento e dolore diventano insopportabili, il suicidio potrebbe sembrare l'unica via d’uscita. Durante una crisi non è facile rendersene conto, ma esistono delle strategie per trovare conforto, aggrapparsi alla vita e tornare, così, a provare gioia, amore e libertà. Allontanando i pericoli, elaborando un piano di intervento per superare il momento ed esaminando le cause del problema, potrai gradualmente ricominciare a stare meglio.

Gestire una Crisi Imminente

  1. Rivolgiti a un servizio di assistenza telefonica anti-suicidio. Non è necessario affrontare tutto questo da soli. In Italia, puoi chiamare il Telefono Amico al numero 199 284 284. Per sapere quali sono i numeri da chiamare in altri paesi, visita befrienders.org, suicide.org o il sito della IASP (in inglese, International Association for Suicide Prevention), l'Associazione Internazionale per la Prevenzione del Suicidio.
    • Se preferisci utilizzare un servizio di chat online, puoi individuare un servizio di questo tipo nel tuo Paese qui.
    • Per un’assistenza via e-mail, utilizza il servizio Mail@micaTAI di Telefono Amico disponibile a questo link.
    • Se sei omosessuale, bisessuale, transessuale o in cerca della tua identità, telefona al numero 800 713 713.
  2. Chiama i servizi di emergenza. Se hai intenzione di suicidarti, recati in una struttura ospedaliera o chiedi a qualcuno di accompagnarti. Riceverai delle cure mediche e rimarrai in un luogo sicuro finché non sarai fuori pericolo. Componi immediatamente, prima che sia troppo tardi, il numero di un servizio di emergenza se stai per tentare il suicidio o se hai già compiuto delle azioni dannose per te stesso.
  3. Rintraccia un amico. Non permettere mai a sentimenti come la vergogna, l'imbarazzo o la paura di ostacolarti nella ricerca di un aiuto da parte degli amici. Chiama qualcuno di cui ti fidi e rimani al telefono per tutto il tempo necessario. Chiedi a questa persona di venire a stare con te finché non sei fuori pericolo. Spiega con esattezza a che cosa stai pensando e/o che cosa hai intenzione di fare affinché il tuo amico possa capire la serietà della tua richiesta.
    • Potrebbe essere più semplice comunicare con un amico via e-mail, lettera o chat, anche quando è seduto al tuo fianco.
    • Se la crisi dura a lungo, fai in modo di non restare da solo e organizza dei turni di sorveglianza o chiedi a un amico di farlo al posto tuo.
  4. Chiedi aiuto a un professionista. Hai un disturbo serio, quindi devi sottoporti alle cure di un esperto, proprio come farebbe un paziente con una gamba rotta. In effetti, chiamare il medico è un ottimo punto di partenza. In alternativa, il servizio di assistenza telefonica potrebbe indicarti un consulente, uno psichiatra o uno psicologo nella tua città oppure potresti trovarlo da solo consultando l’elenco telefonico o Internet.
    • È possibile anche rivolgersi a un terapeuta online.
    • Uno psicoterapeuta può assisterti in tutte le fasi di gestione del problema descritte di seguito e identificare delle cure specifiche che possano aiutarti. Potrebbe indirizzarti verso uno psichiatra, il quale ha la possibilità di prescrivere farmaci.
  5. Guadagna tempo. Mentre aspetti i soccorsi, cerca di distrarti quanto più a lungo possibile facendo una doccia, mangiando qualcosa o svolgendo un'attività impegnativa. Respira profondamente e prometti a te stesso che non commetterai il suicidio per almeno 48 ore, non prima di cercare l’aiuto di un professionista. Per quanto possa essere difficile, rimanda i tuoi piani di due giorni e concedi a te stesso del tempo sia per risposare, sia per analizzare attentamente la situazione. In questo momento, il suicidio potrebbe sembrare l’unica soluzione possibile, ma le circostanze possono mutare velocemente. Prometti di concederti almeno due giorni ancora per trovare una soluzione migliore o una ragione per continuare a cercarla.
    • Prova a separare le emozioni dalle azioni. Il dolore può essere così opprimente da distorcere i pensieri e il modo di agire. Tuttavia, un conto è pensare al suicidio e un altro è metterlo in atto. Puoi ancora decidere di non suicidarti.

Trovare gli Strumenti per Affrontare il Problema

  1. Non sottovalutare i segnali di allarme. In uno stato di forte emotività, potresti sottovalutare la tua effettiva capacità di commettere il suicidio. A prescindere da come ti senti, vai a cercare aiuto se dovesse presentarsi uno qualsiasi dei seguenti segnali di allarme, sfruttando le risorse indicate nella sezione sulla gestione della crisi:
    • Isolamento sociale, allontanamento da parenti e amici, senso di non appartenenza o convinzione di essere un peso per gli altri.
    • Odio estremo verso se stessi, sentimenti di disperazione.
    • Cambiamenti d’umore repentini (anche se in meglio), accessi d’ira, bassa tolleranza alla frustrazione, irrequietezza o ansia.
    • Maggiore consumo di alcolici e droghe.
    • Insonnia o gravi disturbi del sonno.
    • Necessità di parlare del suicidio, pianificazione o ricerca degli strumenti per metterlo in atto.
    • Anche se un atto di autolesionismo e un tentativo di suicidio non sono la stessa cosa, i due eventi sono strettamente correlati. Chiedi immediatamente aiuto in presenza di atti di autolesionismo gravi o frequenti, incluso prendere a pugni le pareti, strapparsi i capelli o graffiarsi.
  2. Rendi l’ambiente domestico un luogo sicuro. La facilità con cui puoi raggiungere degli oggetti pericolosi aumenta il rischio di suicidio. Non offrire a te stesso la possibilità di cambiare idea. Metti sotto chiave qualsiasi strumento pericoloso, ad esempio pillole, rasoi, coltelli o armi da fuoco. Chiedi a qualcun altro di custodirli, gettali via oppure riponili in uno spazio che non sia di facile accesso.
    • Riduci al minimo il consumo di alcol e droga. Nonostante la momentanea sensazione di benessere, queste sostanze possono rendere la depressione più intensa o difficile da gestire.
    • Se pensi che non sarai al sicuro in casa tua, vai in un posto dove ti senti tranquillo. Passa il tuo tempo in compagnia di un amico, in un centro ricreativo o in qualche altro luogo pubblico dove poter frequentare altre persone.
  3. Condividi i tuoi pensieri con le persone di cui ti fidi. Poter contare su una rete di aiuti è fondamentale in presenza di pensieri suicidi. Ciò di cui hai bisogno sono delle persone di fiducia in grado di ascoltarti senza esprimere giudizi sulla tua disperazione e senza elargire consigli più dannosi che benefici. Talvolta, persino chi ha le migliori intenzioni può farti sentire in colpa o in imbarazzo per le tue tendenze suicide. Prova, invece, a trascorrere del tempo con persone che ti ascoltano e si preoccupano per te senza giudicare.
    • Se non riesci a confidarti con le persone che ti sono vicine, leggi cos’è il Buddy Project sulla sua pagina Twitter (in lingua inglese) e registrati qui per usufruire del servizio. Si tratta di un’organizzazione non-profit di prevenzione del suicidio e di altri disturbi adolescenziali, vincitrice di numerosi premi, che opera a livello internazionale per creare una rete di amicizie per la condivisione di esperienze e sostegno reciproco.
  4. Scopri le storie di altre persone. Conoscere le esperienze di altre persone nella battaglia contro il suicidio tramite libri, filmati e racconti orali, ti permetterà di capire che non sei solo, oltre a insegnarti nuove strategie per affrontare il problema e a darti la giusta motivazione per continuare a lottare.
  5. Elabora un piano di sicurezza da utilizzare quando insorgono i pensieri suicidi. Si tratta di un piano personalizzato da usare per interrompere i pensieri suicidi quando inizi a sentirti sopraffatto. Ecco uno schema esemplificativo del piano di sicurezza, che sarebbe opportuno integrare con i segnali di allarme e dei numeri di telefono specifici:
    • 1. Devo telefonare a una delle persone presenti nell’elenco. Devo elencare almeno cinque contatti, senza dimenticare un servizio di assistenza telefonica, ad esempio il Telefono Amico (199 284 284). Durante la crisi, non devo smettere di telefonare finché non riesco a mettermi in contatto con una di queste persone.
    • 2. Devo rimandare il mio progetto di 48 ore. Devo promettere a me stesso che non commetterò il suicidio prima di aver valutato tutte le soluzioni possibili.
    • 3. Devo chiedere a qualcuno di venire a stare con me. Se non può venire nessuno, devo raggiungere un luogo dove mi sento al sicuro.
    • 4. Devo andare in ospedale. Devo andarci da solo o farmi accompagnare.
    • 5. Devo chiamare i servizi di emergenza.

Affrontare le Cause del Problema Dopo Aver Ritrovato la Calma

  1. Continua la terapia. Una terapia adeguata è un ottimo strumento per la cura della depressione anche se la crisi è ormai superata o anche se si tratta solo di apportare dei cambiamenti positivi alla propria vita. Quanto segue può aiutarti a intraprendere questa strada, ma non sostituisce un trattamento personalizzato e specialistico.
  2. Rifletti su ciò che sta accadendo. Quando avrai raggiunto uno stato mentale più calmo e stabile, analizza a fondo il motivo per cui pensi al suicidio. Ti è già successo in passato o è la prima volta? Alla base dei pensieri suicidi possono esserci molteplici fattori ed è fondamentale scoprire qual è la loro origine per poter analizzare oggettivamente la situazione e prendere i giusti provvedimenti.
    • La depressione, la schizofrenia, il disturbo bipolare, il DPTS (disturbo post-traumatico da stress) e altre malattie mentali sono spesso la causa di pensieri suicidi. Spesso, queste malattie vengono curate con la terapia e la somministrazione di farmaci. Se soffri di un disturbo mentale che suscita in te dei pensieri suicidi, prendi un appuntamento con un terapeuta e inizia a esaminare quali sono i trattamenti possibili.
    • Se ti è capitato altre volte o se vivi situazioni di bullismo, abuso, indigenza, disoccupazione, malattia grave o se hai perso una persona cara, sei un soggetto ad alto rischio di suicidio. È fondamentale farsi aiutare dalle persone che hanno vissuto tutto questo prima di te e che quindi possono capirti. Esistono gruppi di supporto per tutti questi casi.
    • Determinati eventi o circostanze possono spingere le persone a sentirsi indifese, isolate o oppressive: sentimenti che spesso portano ad avere pensieri suicidi. Tuttavia, anche se durante la crisi è impossibile rendersene conto, queste circostanze sono temporanee. La situazione cambierà e la vita tornerà a sorriderti.
    • Se non capisci la causa dei tuoi pensieri suicidi, è importante consultare un medico, un terapeuta o un consulente per scoprire qual è il problema.
  3. Individua quali sono i fattori scatenanti. Capita che alla base dei pensieri suicidi ci siano delle persone, dei luoghi o degli avvenimenti in particolare. Non è sempre facile capire se la crisi ha avuto un fattore scatenante. Ripensa a quanto accaduto e cerca di capire se sono presenti dei meccanismi sempre uguali prima dell’insorgenza dei pensieri suicidi, così da poterli evitare in futuro. Ecco alcuni esempi di fattori che possono scatenare una crisi:
    • Alcol e droghe. Spesso, le sostanze chimiche presenti nell’alcol e nelle droghe sono in grado di trasformare dei pensieri depressivi in pensieri suicidi.
    • Persone violente. Subire violenze verbali o fisiche può provocare l’insorgenza di pensieri suicidi.
    • Libri, film o brani musicali che riportano alla mente degli eventi tragici. Ad esempio, se hai perso un parente malato di cancro, dovresti evitare di vedere film sull’argomento.
  4. Impara come comportarti se senti delle voci. Alcune persone sentono delle voci nella propria testa e sono vittime dei loro ordini. In passato, questa condizione era considerata sintomo di una malattia mentale da trattare con pesanti cure farmacologiche, ma recentemente alcune organizzazioni per la salute mentale hanno iniziato a proporre delle cure alternative. Prova a contattare Intervoice oppure la Rete Italiana Noi e le Voci per scoprire delle reti di supporto e alcuni consigli sulla gestione del disturbo sul lungo termine. Sul breve termine, le seguenti strategie potrebbero essere utili:
    • Pianifica delle attività per i momenti della giornata in cui ti capita più spesso di sentire le voci. Alcuni preferiscono rilassarsi o fare una doccia in queste occasioni, mentre altri scelgono di mantenersi occupati.
    • Ascolta le voci in maniera selettiva, concentrandoti sui messaggi positivi, se presenti.
    • Trasforma le espressioni negative in affermazioni neutre e parla in prima persona. Ad esempio, la frase “desideriamo che tu esca” può diventare “credo che uscirò”.
  5. Vai alla ricerca di una cura adeguata. A prescindere dalla causa dei tuoi pensieri suicidi, adoperarsi per ottenere una cura è l'unico strumento per poterli fermare. Se sai come comportarti durante una crisi e ti impegni sul lungo termine a scavare nei tuoi sentimenti e a cercare di cambiare le circostanze, potrai contribuire alla tua guarigione. Se non sai da dove iniziare, chiama il Telefono Amico al numero 199 284 284 e chiedi di indicarti degli specialisti nella tua città.
    • Non è sempre facile individuare il giusto piano terapeutico. Dovrai trovare uno psicoterapeuta adeguato per le tue esigenze e che utilizzi un metodo efficace; potresti anche accettare di assumere uno o più farmaci che potrebbero, col tempo, risolvere il tuo problema. Non allarmarti se i risultati tardano ad arrivare, l'importante è non arrendersi. Continua a sfruttare il tuo piano di sicurezza in caso di bisogno e a lavorare per sentirti meglio.
    • Per alcuni, i pensieri suicidi vanno e vengono per tutta la vita. Tuttavia, è possibile imparare a gestirli quando si presentano e trascorrere un’esistenza appagante e gratificante, a prescindere dagli eventi.

Consigli

  • Spiega ai tuoi amici che i pensieri suicidi non possono essere spazzati via dal ragionamento o dalla logica. Addirittura, alcuni reagiscono ancora più violentemente in queste occasioni, spinti dall’odio verso se stessi.
  • Ricorda che c’è sempre un domani e che domani è un altro giorno. Il suicidio non è una soluzione. Vai avanti con la tua vita, cerca aiuto e vedrai che tutto si sistemerà naturalmente.

Avvertenze

  • Il suicidio è una soluzione PERMANENTE a un problema TRANSITORIO.
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