Come Superare la Timidezza

Al solo pensiero di parlare di fronte ad altre persone, l'ansia ti assale, e saresti disposto a fare qualsiasi cosa per evitare una situazione del genere: correre a nasconderti in bagno a tempo indeterminato, uscire di casa in pieno inverno subito dopo la doccia per beccarti un raffreddore con i fiocchi e così via. Beh, non sei assolutamente il solo. Moderata o paralizzante che sia, la timidezza interessa tantissime persone in questo mondo, che quotidianamente lottano per superarla. Naturalmente non succede da un giorno all'altro per magia: ci vogliono tempo, impegno e, ovviamente, il desiderio impellente di cambiare. Avendo aperto questa pagina, sei già sulla buona strada, ma il cammino non finisce di certo qui.

Capire la Timidezza

  1. Pensa alle radici della tua timidezza. Avere questo tratto caratteriale non necessariamente significa essere introverso o detestarti. Vuole semplicemente dire che, per un motivo o per un altro, ti senti in imbarazzo quando i riflettori vengono puntati su di te. Tuttavia, a cosa è dovuta questa timidezza? Generalmente è sintomo di un problema più acuto. Ecco tre possibilità:
    • Non hai una grande autostima. Questo succede quando esamini te stesso e ti accorgi che nella tua testa non fa che martellare una voce negativa. È difficile smettere di darle peso, ma alla fine della fiera questa voce è tua e solo tu puoi decidere cosa dovrebbe dirti.
    • Hai difficoltà ad accettare i complimenti perché non pensi che siano sinceri.
    • Ti preoccupi di quello che gli altri pensano di te. Questo succede quando ci concentriamo fin troppo su noi stessi. Dal momento che per tutto il giorno siamo responsabili delle nostre azioni, le analizziamo e ci assicuriamo di non commettere errori, partiamo dal presupposto che anche tutti gli altri mettano la nostra vita sotto una lente di ingrandimento. Se ti rispecchi in questa descrizione, più in basso troverai dei consigli su come spostare l'attenzione sugli altri.
    • Da sempre ti viene affibbiata l'etichetta di “timido”. Da bambini, a volte lo siamo, ma possiamo sempre cambiare. Purtroppo, le persone si afferrano a questa caratteristica e ci trattano di conseguenza per tutto il resto della nostra vita, per quanto le nostre personalità mutino ed evolvano. È possibile che la gente ti abbia inserito in una categoria ben precisa e tu stia cercando di adattarti a quello che ci si aspetta da te. La buona notizia? Tu non devi fare altro che adattarti alle tue esigenze.
      • Qualunque sia il motivo, è possibile voltare pagina. In fin dei conti niente è scritto nella pietra; la causa della tua timidezza dipende da un certo modo di pensare, e solo tu puoi controllare i tuoi pensieri. Non dimenticarlo.
  2. Accetta la tua timidezza. Uno dei primi passi da fare per sconfiggerla è provare ad accoglierla, imparare a sentirti a tuo agio nonostante la sua presenza scomoda. Più le opponi resistenza (consciamente o inconsciamente, non importa), più a lungo prevarrà. Se sei timido, allora fattene una ragione e abbraccia completamente il tuo modo di essere. Un metodo per riuscirci è ripeterti in continuazione frasi come "Sì, sono timido e lo accetto".
  3. Cerca di capire che cosa innesca la tua timidezza. Ti assale quando sei di fronte a un pubblico composto da gente che non conosci? Quando impari qualcosa di nuovo? Quando ti addentri in un territorio sconosciuto? Quando sei circondato da gente che conosci e ammiri? Quando ti ritrovi insieme a sconosciuti? Definisci con precisione i pensieri che affollano la mente non appena la timidezza minaccia di metterti KO.
    • Probabilmente, non sei sempre timido. Non hai problemi a stare in compagnia della tua famiglia, vero? I tuoi parenti sono così diversi dagli sconosciuti che incontri in giro? Non proprio: il fatto è che li conosci meglio e, inoltre, loro conoscono te. Non sei tu il problema, è questione di contesto. Ciò dimostra che la tua timidezza non è una difficoltà annientante, non è un qualcosa che ti turba 24 ore su 24. Buono a sapersi, no?
  4. Fai una lista delle situazioni che ti provocano ansia. Disponile in ordine di gravità, in modo da inserire quelle che ti causano meno tensione in alto e quelle più complicate alla fine dell'elenco. Intervenendo concretamente, non saranno altro che incarichi da spuntare con successo dalla lista, passo dopo passo.
    • Fai in modo che le situazioni siano effettivamente concrete. Parlare di fronte alla gente è un potenziale innesco, ma cerchiamo di essere più precisi. Ti intimidisci davanti alle persone che hanno più autorità di te? Davanti a quelle che trovi attraenti? Più specifico sei, più facile sarà identificare il fattore scatenante e lavorare per cambiare.
  5. Spunta tutte le voci dalla lista. Dopo aver scritto un elenco di 10-15 situazioni stressanti, inizia a lavorarci su, una alla volta (naturalmente quando avrai finito di leggere questo articolo). Le prime, che sono quelle più “facili”, ti aiuteranno a rafforzare l'autostima, in modo da poter procedere con quelle più complesse.
    • Non preoccuparti se a volte devi fare un passo indietro sulla lista; procedi al tuo ritmo, ma cerca anche di superare i tuoi stessi limiti.

Riprogrammare la Mente

  1. Usa questa timidezza come se fosse un segnale per identificare e analizzare le situazioni in cui si manifesta. Qualunque sia la causa interiore che innesca questa reazione, essa si presenta puntualmente perché te la aspetti in automatico. Paragoniamo questo meccanismo a quello di un software: viene programmato affinché determinati pulsanti servano a implementare certe funzioni. Analogamente, anche la nostra mente può essere programmata. Riflettici un attimo: veniamo "programmati" sin da bambini per reagire a certe situazioni, come tenerci alla larga dagli sconosciuti, dai posti in cui potremmo farci dal male, dagli animali pericolosi e così via. In ogni caso, per quanto riguarda alcuni stimoli, le nostre reazioni personali sono spontanee. Ciò significa che li percepiamo e rispondiamo in un modo che ci viene naturale (come se fosse un'impostazione predefinita). Il problema è che questa reazione potrebbe essere errata. Per esempio, di fronte a una lucertola, una persona potrebbe reagire male, disgustata da questo "brutto rettile", ma un'altra potrebbe desiderare avere un animale domestico del genere. Questo avviene a causa della reazione o risposta naturale (predefinita) di ciascun individuo di fronte a uno stimolo (in questo caso la lucertola). Allo stesso modo, quando una persona timida vede gente (stimolo), risponde in maniera innata con la timidezza. La verità è che puoi cambiare questa reazione riprogrammando il cervello. Ecco alcuni metodi che ti aiuteranno a farlo:
    • Innanzitutto, metti in discussione te stesso e verifica la validità delle tue ragioni. Probabilmente hai fatto tue determinate credenze, ma non ci hai mai riflettuto analiticamente.
    • È essenziale fare pratica parlando di fronte a un pubblico per sconfiggere efficacemente la propria timidezza. Prova a considerarla un segnale per esigere il massimo da te stesso e fai l'esatto opposto di quello che hai fatto finora quando ti intimidisci. Nel momento in cui la timidezza ti assale in pubblico, probabilmente ti rifugi in un posto tranquillo, perché questa è sempre stata la tua reazione predefinita e non immagini nemmeno di fare diversamente. Tuttavia, a questo punto dovresti andare in direzione contraria. Quando la timidezza si fa sentire, mettiti in gioco e, per esempio, parla con gli altri. Certo, questo ti farà sentire profondamente a disagio e vorrai scappare a gambe levate, ma, lo ripetiamo, usa queste emozioni come innesco per andare oltre i tuoi limiti. Maggiore è la portata della negatività che ti frena, più verrai motivato a essere esigente nei tuoi confronti. Dopo averci provato diverse volte, ti renderai conto che le emozioni e i sentimenti negativi in effetti sono tuoi alleati, perché ti danno l'impulso necessario per pretendere di più da te stesso.
  2. Presta attenzione agli altri. Nel 99% dei casi, la timidezza ci assale perché pensiamo che, se parliamo o ci facciamo valere, ci metteremo in imbarazzo. È per questo che è così importante concentrarti sugli altri, spostando l'attenzione mentale altrove. Quando smettiamo di pensare solo a noi stessi, smettiamo anche di preoccuparci di cosa penseranno gli altri.
    • Il modo più facile per riuscirci è assumendo un punto di vista empatico . Quando proviamo compassione, comprensione ed empatia nei confronti degli altri, smettiamo immediatamente di preoccuparci di noi stessi, infatti cominciamo a usare tutte le nostre risorse mentali per capirli. Ricordare che tutti stanno combattendo la propria battaglia, grande o piccola che sia (e per i diretti interessati sicuramente è enorme!), ci permette di tenere a mente che tutti si meritano le nostre attenzioni.
    • Se non dovesse funzionare, prova a immaginare i pensieri degli altri, ma cerca di farlo in maniera obiettiva. Ti preoccupa il tuo aspetto esteriore? Probabilmente presumi sempre che gli altri non facciano che concentrarsi sul tuo look, come se non avessero altro a cui pensare. Ti sembra mai possibile una cosa del genere? Gli schemi di pensiero sono abitudinari e contagiosi: una volta che inizi a seguirne uno, non puoi più smettere.
  3. Visualizza il successo. Chiudi gli occhi e pensa a una di quelle situazioni che fanno scatenare la timidezza. Ora, nella tua mente, immagina di reagire in maniera sicura. Fallo spesso, e considerando diversi contesti. È un esercizio particolarmente efficace se ripetuto quotidianamente, specialmente al mattino. Ti sembrerà anche sciocco, ma gli atleti usano la tattica della visualizzazione per sviluppare concretamente le proprie competenze e avere successo durante una gara. Cosa ti costa fare un tentativo?
    • Coinvolgi tutti i sensi per visualizzare fino in fondo una situazione reale. Immagina di essere felice, di stare bene. Cosa dici? Cosa fai? In questo modo, sarai pronto a tempo debito.
  4. Cerca di avere una buona postura. Stando dritto, dai a tutti l'impressione di essere sicuro di te e ben disposto nei confronti degli altri. Spesso veniamo trattati nello stesso modo in cui ci sentiamo: se ci sentiamo aperti e alla mano, i nostri gesti lo trasmettono. Non dimenticare il potere del linguaggio del corpo!
    • Questo atteggiamento ingannerà anche il cervello. Secondo diverse ricerche, avere una buona postura (guardando dritto davanti a sé, alzando le spalle ed evitando di tenere le braccia conserte) ci fa sentire assertivi, sicuri e, soprattutto, riduce lo stress. Insomma, non hai scuse per ingobbirti!
  5. Fai pratica parlando con te stesso, in maniera chiara e diretta. Ciò ti aiuterà a evitare il possibile imbarazzo di dover ripetere quello che hai detto, perché magari tendi a mormorare o parlare a voce troppo bassa. Devi abituarti ad ascoltare te stesso, e ad amare il tuo modo di esprimerti.
    • Registrati fingendo di intrattenere conversazioni. Sembrerà anche ridicolo, ma noterai certi schemi: quando e perché la voce si incrina, i momenti in cui pensi di parlare a un volume troppo alto (ma in realtà non è così), ecc. All'inizio, ti sentirai come un attore (e magari non sarai te stesso, proverai a interpretare una parte), ma ci farai l'abitudine. Ricorda che per abituarti devi esercitarti costantemente.
  6. Non paragonarti agli altri. Più cerchi di fare paragoni con la gente, più avrai l'impressione di non essere all'altezza. Ti sentirai minacciato, e questo ti farà sentire ancora più timido. È perfettamente inutile compararsi a un'altra persona; a ogni modo, se cadi in questa trappola, pensa in termini realistici. Anche la gente che ti circonda ha problemi di autostima!
    • Non ci credi? Se hai amici o familiari super sicuri di sé ed estroversi, discutine con loro. Probabilmente ti diranno qualcosa come "Guarda che non mi viene spontaneo comportami in questo modo!" o "Ero molto insicuro. Mi sono impegnato per cambiare". Rispetto a loro, ti trovi semplicemente in una fase diversa del processo. Con un po' di impegno li raggiungerai.
  7. Ricorda che sei una persona meravigliosa. Tutti hanno un dono o un talento speciale, qualcosa da offrire al mondo. Sembra melenso, ma è la pura verità. Pensa a quello che sai, a quello che ti riesce bene e a quello che hai conseguito invece di concentrarti sul tuo aspetto, sulla tua voce o sul vestito che indossi. Ricorda che tutti, ma proprio tutti, anche quelli che ti sembrano perfetti, hanno problemi ad accettare un aspetto di se stessi o della propria vita. Non c'è motivo per cui le tue difficoltà debbano farti chiudere nel tuo guscio; infatti, non sono più gravi di quelle degli altri. Se loro sono riusciti a sconfiggerle, anche tu puoi farcela.
    • Concentrandoti su questo aspetto, ti accorgerai che hai tanto da offrire, in qualsiasi gruppo o situazione ti trovi. Hai risorse e competenze valide per migliorare qualunque problema, conversazione o circostanza. Essendone consapevole, ti sentirai più incline a far sentire la tua voce.
  8. Individua il tuo vantaggio competitivo a livello sociale, i tuoi punti di forza. Solo perché non sei il maschio alfa del gruppo, non hai una voce che incute rispetto o non sei l'anima della festa, non hai motivo per credere di non possedere competenze interpersonali. Sei un bravo ascoltatore? Hai buon occhio per i dettagli? È possibile che si tratti di una caratteristica a cui non hai mai pensato, quindi riflettici per un istante. Sei più bravo a osservare rispetto alla maggior parte della gente che conosci? Può darsi: molti timidi hanno questa capacità innata.
    • I tuoi punti di forza possono darti un certo vantaggio. Se sei un bravo ascoltatore, probabilmente capisci quando qualcuno ha un problema e vuole sfogarsi. In questo caso, sarà lui ad aver bisogno di te. Non temere di farti avanti in una situazione del genere. Chiedigli cosa c'è che non va. Digli che lo hai notato un po' giù di corda: puoi fare qualcosa per aiutarlo a rimediare?
    • In ogni gruppo sociale che si rispetti, tutti gli individui svolgono un ruolo ben preciso. Anche tu ne hai uno, ma forse ancora non lo sai. Nessuno è meglio di un altro. Ricorda che i tuoi punti di forza, di qualsiasi tipo essi siano, completano le dinamiche di un gruppo.
  9. Non lasciarti ingabbiare dalle etichette. Per la cronaca, nemmeno le persone popolari sono felici. La gente estroversa non necessariamente è amata da tutti o soddisfatta, e non è detto che i timidi siano introversi, infelici, freddi e distaccati. Proprio come non vuoi essere limitato dalle etichette, non affibbiarle nemmeno agli altri.
    • In una scuola, i ragazzi popolari fanno il possibile per essere considerati tali, e si impegnano giorno dopo giorno. Cercano di conformarsi agli altri, essere accettati e avere successo. Buon per loro, ma questo non vuol dire che siano felici o che questa situazione sarà duratura. Cercare di emulare uno stile di vita che in realtà non è quello che sembra non ti porterà da nessuna parte. Vivrai molto meglio se cercherai di marciare al tuo passo. In fin dei conti, i ritmi imposti dalla scuola o dall'università prima o poi smettono di essere validi: se non impari a scandire il tuo ritmo, sai cosa farai? Cercherai di adattarti ogni volta a idee e abitudini che in fondo non ti appartengono. E questo non ha il benché minimo senso.

Gestire le Situazioni Sociali

  1. Informati. Se devi andare a una festa, è ideale pensare a un paio di argomenti di attualità di cui parlare. Quali sono le ultime notizie di cronaca più scottanti? Segui un telefilm appassionante? Si è tenuto un evento internazionale di rilievo? Leggi giornali, mostra curiosità. In questo modo, qualora gli altri dovessero tirare in ballo una tematica, potrai dire la tua.
    • Il tuo obiettivo non dovrebbe essere quello di fare colpo mostrando conoscenze accurate e profonde. Lo scopo è semplicemente quello di unirti a una conversazione. La gente non vuole essere giudicata o ricevere una lezione: vuole scambiare quattro chiacchiere, quindi cerca di avere un tono leggero e amichevole. Basta un "Non avrei voluto ritrovarmi nei panni del presidente" per evitare che la conversazione giunga a una fase di stallo.
  2. Immagina che le conversazioni siano suddivise in fasi. Le interazioni interpersonali possono essere semplificate, almeno fino a un certo punto. Una volta che avrai capito quali sono i passaggi principali e li avrai assimilati, sarai pronto ad affrontarli mettendo il pilota automatico, il che è decisamente meno stressante. Ecco le quattro tappe a cui fare riferimento:
    • La prima tappa è una semplice frase di apertura. Insomma, in questo momento si chiacchiera del più e del meno, si rompe il ghiaccio.
    • La seconda tappa è quella delle presentazioni, e non c'è molto da aggiungere.
    • La terza tappa ti permette di trovare quello che hai in comune con il tuo interlocutore, un argomento del quale possiate parlare entrambi.
    • La quarta tappa è la conclusione; uno dei partecipanti dice all'altro che deve andare, ricapitola quanto è stato detto e, magari, si arriva a uno scambio di informazioni: "Beh, è stato bello parlare con te. Il tuo punto di vista mi farà riflettere. Ecco il mio biglietto da visita, spero di risentirti presto".
  3. Intraprendi una conversazione. Ricordi quel progetto grandioso che hai portato a termine? Quella montagna che hai scalato? Quella malattia che hai sconfitto? Se sei riuscito a fare tutto questo, parlare con gli altri sarà una passeggiata. Basta un commento qualsiasi su un fattore condiviso per rompere il ghiaccio: "Questo autobus è sempre in ritardo", "La macchinetta ci sta mettendo un'eternità a fare il caffè" o "Hai visto la cravatta che si è messo il Signor Bianchi oggi? Terrificante!". Il tuo interlocutore interverrà a sua volta.
    • Aggiungi un dettaglio a un'affermazione sterile, che di per sé non permette di instaurare un dialogo. Se qualcuno ti chiede dove vivi, è facile che la conversazione arrivi a un punto morto, mettendo in imbarazzo sia te sia il tuo interlocutore. Offrendo dettagli, l'altra persona avrà qualcosa da dire a sua volta, facendo fluire la conversazione. Per esempio, puoi dire "Vivo in corso Garibaldi, accanto alla pasticceria più famosa della città". Invece di rispondere "Oh, bella zona", dirà "Uh, wow, hai provato i loro croissant al cioccolato? A me fanno impazzire!".
  4. Rompi il ghiaccio. Se sei a una festa, puoi condurre sempre la stessa esatta conversazione. Avvicinati a una o due persone alla volta: come da copione, metti in atto i medesimi luoghi comuni e banalità. A un certo punto, capirai come si fa e ti verrà la nausea. Poi, ritorna dalla gente con cui ti ha effettivamente fatto piacere scambiare quattro chiacchiere. Ciò ti permetterà di intraprendere un dialogo vero e proprio.
    • Non soffermarti troppo: ogni conversazione dovrebbe durare solo qualche minuto. Questo farà affievolire la pressione e probabilmente attenuerà il nervosismo. Una volta che saranno passati 120 secondi, non ti sentirai tanto spaventato quanto all'inizio. Successivamente, puoi concentrare tempo ed energie sulle persone con cui ti piacerebbe fare amicizia. In effetti, è questo il metodo più sensato per usare tempo e risorse!
  5. Cerca di avere un aspetto accessibile e di essere alla mano. Trasmetti un atteggiamento aperto e amichevole mediante il linguaggio del corpo. Assicurati di non incrociare le braccia e tieni la testa alta, con le braccia rilassate lungo i fianchi. Nessuno ti rivolgerà la parola se sei assorbito da Candy Crush. Infatti, se non ti mostri aperto, la gente penserà che tu non voglia essere disturbato.
    • Pensa alle persone alle quali vorresti avvicinarti. Cosa esprimono i loro corpi e volti? Ora, considera la gente che non ti ispira simpatia. Esamina il modo in cui ti poni: rientra nella prima categoria o nella seconda?
  6. Sorridi e guarda negli occhi gli altri. Basta un sorriso rivolto a uno sconosciuto per rallegrarti la giornata, e farlo sentire meglio. Sorridere è un mezzo amichevole per riconoscere la presenza degli altri e offre un ottimo spunto per iniziare a parlare con chiunque, sconosciuto o amico che sia. Dimostri di essere inoffensivo, socievole e disposto a fare amicizia.
    • Gli esseri umani sono creature sociali. Basta dare un'occhiata ai detenuti in isolamento per dimostrarlo. Tutti cerchiamo interazioni e conferme. Non ti imponi nelle vite altrui, ti presenti per arricchirle e, perché no, migliorarle.
  7. Non estraniarti dal corpo. Quando sei insieme a un gruppo di gente o a una sola persona, probabilmente vieni assalito da pensieri che ti fanno dubitare e ti portano a rifugiarti in un angolo. All'inizio è normale. Se ti ritrovi a sentirti ansioso, poniti le seguenti domande:
    • Stai respirando correttamente? Se puoi, rallenta il respiro: il corpo si rilasserà automaticamente.
    • Sei rilassato? Se non è così, assumi una posizione più comoda.
    • Sei aperto? Puoi capirlo analizzando la tua posizione. Aprirti può cambiare il modo in cui gli altri ti percepiscono all'interno di un gruppo.

Sfidare Te Stesso

  1. Determina degli obiettivi personali. Non basta pensare "Uscirò di casa e non sarò timido". In effetti, non è un obiettivo tangibile: è simile a dire "Voglio essere fantastico". Come riuscirci? Hai bisogno di traguardi fondati su una successione di azioni ben precise, come parlare con uno sconosciuto o intraprendere una conversazione con una bella ragazza incontrata al bar (ne parleremo più approfonditamente qui in basso).
    • Concentrati sui piccoli obiettivi quotidiani, poi spostati gradualmente verso quelli che ti mettono a dura prova. Anche chiedere l'ora a uno sconosciuto può essere una sfida. Non trascurare queste piccole chance: sono fondamentali, non di poco conto. Puoi imparare a parlare di fronte a grandi gruppi di persone passo dopo passo. Rallenta.
  2. Cerca di capire cosa ti mette a tuo agio. Magari pogare a un rave o bere per tutta la notte in un club potrebbe non fare al caso tuo, e questo non ha niente a che vedere con la timidezza. Se preferiresti fare la pedicure a tua nonna, dai retta alle tue predilezioni. Non provare a sconfiggere la timidezza negli ambienti che non sopporti. Non ti sarà di alcun aiuto.
    • Non devi fare quello che fanno tutti gli altri. In tal caso, non riuscirai a superare la timidezza e sarà un'ardua impresa trovare persone di tuo gradimento e simili a te. Perché sprecare tempo? Se andare in giro per locali non fa al caso tuo, non c'è problema. Pratica le competenze interpersonali al bar, in occasione di vari incontri sociali o al lavoro. Si adatteranno meglio al tuo stile.
  3. Fai pratica per abituarti alle situazioni che ti mettono a disagio. Certo, ti abbiamo consigliato di evitare i posti in cui fai da tappezzeria e che ti richiedono fin troppi sforzi per divertirti, ma, allo stesso tempo, devi metterti alla prova negli ambienti che si allontanano almeno leggermente dal tuo elemento naturale. Altrimenti, come crescerai?
    • Non dimenticare di scorrere dall'alto verso il basso la lista compilata all'inizio del cammino. Potresti parlare del più e del meno con una commessa, chiedere che ore sono a una persona incontrata sull'autobus o chiacchierare con un collega. La maggior parte della gente ha problemi a intraprendere una conversazione (a questo punto, ti sarai reso conto che tanti sono come te), ma le opportunità non mancano mai.
  4. Presentati a una persona nuova tutti i giorni. Spesso è più facile parlare con gli sconosciuti, almeno per scambiare quattro chiacchiere. Dopotutto, magari non li vedrai mai più in vita tua: cosa te ne importa di quello che pensano di te? Per esempio, mentre cammini per strada e incroci una ragazza, cerca di guardarla negli occhi e sorriderle. Ti servono letteralmente tre secondi per farlo!
    • Più ti comporti in questo modo, più ti rendi conto che la gente è ricettiva e amichevole. Ogni tanto incontri il paranoico di turno, sconcertato dal tuo sorriso: non preoccuparti, approfittane per farti una risata. Inoltre, le persona si sorprendono sempre quando ricevono sorrisi da sconosciuti: incuriosirai favorevolmente la gente e ti sentirai più sicuro.
  5. Mettiti in gioco. Parla con qualcuno a cui solitamente non rivolgeresti nemmeno la parola. Cerca di avvicinarti alle persone con cui condividi almeno un interesse e imponiti di intavolare una conversazione con loro. Prima o poi, ti ritroverai di fronte a un gruppo. Ti basta fare una semplice osservazione per intervenire (oppure puoi appoggiare le idee di qualcun altro). Lasciati coinvolgere. È questo l'unico modo che hai per evolvere.
    • Diventerà più facile volta per volta. Ricordi i primi tempi in cui guidavi o andavi in bicicletta? Con le interazioni interpersonali succede esattamente lo stesso: non hai tanta pratica alle spalle. Dopo qualche tentativo, ti verrà naturale intervenire e chiacchierare. Niente ti bloccherà.
  6. Registra i tuoi successi e procedi sul cammino intrapreso. Sullo stesso quaderno in cui hai scritto la lista dei fattori scatenanti, elenca i tuoi conseguimenti. Osservare i progressi è un'ottima motivazione per andare avanti. Trascorsa qualche settimana, verrai stupito dal cambiamento, e ti convincerai completamente della fattibilità di questa esperienza. Splendido, no?
    • Non esiste una successione cronologica da seguire per riuscirci. Qualcuno ci riesce in un batter d'occhio, da un giorno all'altro. Per altri, è un percorso lento, che può durare anche sei mesi. Non avere fretta: ci vuole il tempo che ci vuole. Fidati di te stesso, ce la farai.

Consigli

  • Ricorda che la timidezza è un'emozione, non un tratto caratteriale immutabile. Hai il potere di modificare le sensazioni che ti trasmette solo se lo vuoi davvero e ti impegni concretamente.
  • "Fingi finché non ci riesci" è un buon motto. Continua a fingere di essere sicuro di te e, dopo qualche tempo, ti renderai conto che lo sei diventato davvero. Ricorda però che esigere troppo da te stesso, costringendoti a intervenire in situazioni che ti mettono a disagio, non farà che rafforzare il problema. La timidezza e l'ansia sociale sono tratti acquisiti a livello comportamentale, quindi devi modificare progressivamente le reazioni trovando un compromesso tra la famosa zona di comfort e le esperienze che ti permettono di cambiare .
  • La paura e l'eccitazione condividono un ormone: l'adrenalina. Se ti concentri sugli aspetti positivi di un evento, di un discorso, di un'attività e così via e trasformi la tensione in trepidazione, puoi convertire il timore in un brivido che ti permette di apprezzare il tuo cambiamento comportamentale. Molte persone socievoli e aperte affrontano il contatto interpersonale stressandosi proprio come te; la differenza è che interpretano queste sensazioni considerandole sinonimo di entusiasmo e condivisione con la gente. La paura del palcoscenico può dar luogo a una performance indimenticabile: ti basta cambiare il modo in cui assimili questa sensazione.
  • Accetta più esperienze. All'inizio sarà difficile. Comincia con piccole cose, come salutare un tuo compagno di classe, o qualcosa del genere. Ciò ti spingerà a dire di sì a situazioni che spesso eviti, e potrai vivere molti momenti interessanti. Inoltre, starai meglio con te stesso, perché ti sarai fatto coraggio e ci avrai provato.
  • Fai volontariato, oppure unisciti a un club o a un gruppo. Scegline uno di tuo interesse, e conoscerai gente con cui condividere passioni. È un ottimo modo per fare amicizia.
  • Ricorda che quasi tutti sono timidi, chi più chi meno. La differenza sta nell'intensità della timidezza. Puoi alimentare la tua autostima acquisendo competenze comunicative e cercando nuovi argomenti di cui parlare.
  • Concediti tutto il tempo necessario per esprimerti. Parlare lentamente ti dà la chance di pensare a quello che dirai, e renderà più significative le tue parole.
  • Fai una lista delle cose che ami di te stesso e affiggila a un muro. Potrebbe darti la carica e farti sentire più sicuro prima di uscire di casa.
  • Sconfiggi l'ansia da palcoscenico immaginando di essere un altro, per esempio una persona famosa che ammiri. Fingi di essere come lei finché non ti sentirai a tuo agio.
  • Non c'è niente di male a essere timidi, ma non è nemmeno sbagliato cercare di essere più estroversi.
  • Non aver paura di chiedere aiuto a un professionista: le sedute di gruppo, le sessioni individuali e la psicoterapia possono darti una mano. A volte non è solo questione di timidezza, ed è importante capirlo. La fobia sociale spesso viene liquidata come "eccessiva timidezza", quindi assicurati di sapere qual è il tuo problema.

Avvertenze

  • Se i tuoi amici e familiari sanno che sei timido, non dare importanza ai commenti che faranno quando si accorgeranno che sei cambiato. Qualcuno potrebbe sentirsi a disagio perché non appartieni più alla categoria mentale nella quale ti aveva "intrappolato". Ignorali. Non sono mossi da cattive intenzioni, ma non lasciare che ti spaventino e ti facciano rifugiare nuovamente nel tuo guscio.
  • A volte la timidezza è solo una fase. Qualcuno cresce e, nel tempo, diventa più sicuro e socievole. Non provare però a cambiare te stesso, a meno che il tuo modo di essere non ti renda profondamente infelice. Puoi imparare ad accettarti con il passare degli anni.
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