Come Leggere la Musica

La musica scritta è un linguaggio che si è sviluppato migliaia di anni e anche la musica che leggiamo oggi risale a circa 300 anni fa. Le notazioni musicali sono le rappresentazioni simboliche dei suoni in base all'intonazione, alla durata e al tempo, fino alle descrizioni più avanzate del timbro, dell'espressione e altre caratteristiche. Questo articolo ti introdurrà alle basi della lettura musicale, mostrandoti alcuni tra i metodi più avanzati e presentando dei suggerimenti per aumentare la tua conoscenza in merito a questo argomento.

Le Basi

  1. Impara a conoscere il pentagramma. Prima di poter approfondire il discorso sulla lettura della musica, è necessario imparare qualche nozione basilare della scrittura musicale. Le linee orizzontali sugli spartiti compongono il pentagramma. Si tratta del simbolo musicale fondamentale e quello che fa da base per tutti gli altri.
    • Il pentagramma è composto da cinque linee parallele, e dagli spazi tra di esse. Linee e spazi sono numerati partendo dal basso verso l'alto.
  2. Inizia con la Chiave di Violino. Uno dei primi simboli che incontrerai leggendo uno spartito è la chiave. Questo simbolo, che ha l'aspetto di una grande e ricercata lettera in corsivo sul lato sinistro del pentagramma, è la legenda che ti permetterà di capire su che intervallo approssimativo suonerà il tuo strumento. Tutti gli strumenti e le voci nel registro più alto utilizzano la chiave di violino, e per questa introduzione alla lettura della musica ci concentreremo principalmente su questa chiave per i nostri esempi.
    • La chiave di violino, o di Sol, deve la sua forma a una rappresentazione ornamentale della lettera latina G. Un buon modo per ricordarlo è che la linea al centro della parte curva del simbolo rappresenta la nota Sol (G nella notazione anglosassone). Le note segnate in questa chiave hanno i valori descritti in seguito:
    • Le cinque linee, dal basso in alto, rappresentano le note seguenti: Mi, Sol, Si, Re, Fa (EGBDF).
    • Gli spazi invece rappresentano – sempre dal basso verso l'alto: Fa, La, Do, Mi (FACE).
    • Utilizzando la notazione anglosassone risulta facile ricordare le note sul pentagramma con un semplice trucchetto. per le note sulle righe, ricorda le iniziali della frase: "Every Good Boy Does Fine", mentre per le note sugli spazi è ancora più semplice poiché l'acronimo dei nomi delle note forma il termine inglese "Face" (faccia). Un altro metodo per imprimere nella mente queste associazioni è fare pratica con uno strumento di riconoscimento delle note online.
  3. Impara a conoscere la Chiave di Basso. Nota anche come chiave di Fa, è utilizzata nelle partiture di strumenti dai registri bassi, come la mano sinistra del pianoforte, il basso, il trombone, ecc.
    • La forma della chiave di basso deriva dalla versione gotica della lettera "F" e i due puntini sono posti sopra e sotto la linea che rappresenta la nota Fa. Naturalmente, il pentagramma in chiave di Fa rappresenta note diverse da quello in chiave di Sol.
    • Le cinque linee rappresentano le seguenti note: Sol, Si, Re, Fa, La (GBDFA – Good Boys Don't Fool Around).
    • Gli spazi invece rappresentano , sempre dal basso verso l'alto: La, Do, Mi, Sol (ACEG – All Cows Eat Grass).
  4. Impara le parti di una nota. I simboli delle singole note sono composti da una combinazione di tre elementi di base: testa, gambo (o plica) e infine la codetta.
    • La testa della nota: si tratta di un ovale aperto (bianco) o chiuso (nero). Nella sua versione più semplice, indica a chi legge che nota suonare.
    • Gambo o plica: è la sottile linea verticale legata alla testa della nota. Se il gambo è rivolto verso l'alto, si troverà a destra della nota, se è rivolto verso il basso starà sulla sinistra. La direzione del gambo non indica cambiamenti nella nota, ma rende la scrittura – e di conseguenza la lettura – più scorrevole.
    • La regola generale indica di tracciare il gambo rivolto verso l'alto quando la nota si trova sulla metà superiore del pentagramma, e viceversa.
    • Codetta: si tratta del trattino curvo legato alla fine del gambo, sempre scritto verso destra.
    • Nel loro insieme queste tre rappresentazioni grafiche – testa, gambo e coda – indicano al musicista il valore della nota, misurato in battute o frazioni di battuta. Quando ascolti la musica e batti con il piede seguendo il ritmo, stai contando le battute.

Metro e Tempo

  1. Impara a conoscere le linee di misura. Su uno spartito, vedrai delle sottili linee verticali attraversare il pentagramma a intervalli più o meno regolari. Queste linee rappresentano le misure – lo spazio prima della prima è la prima misura, lo spazio tra la prima e la seconda linea è la seconda misura e così via. Le linee di misura non influenzano le note suonate, ma aiutano chi legge a seguire il giusto ritmo.
    • Come vedremo in seguito, uno degli aspetti più utili delle misure è che ognuna di esse contiene lo stesso numero di tempi. Se ad esempio ti è capitato di battere "1-2-3-4" su un brano musicale alla radio, probabilmente, a livello inconscio, hai già individuato le linee di misura.
  2. Impara a conoscere tempo e metro. Il metro viene generalmente considerato come le "pulsazioni" della musica. Lo senti istintivamente quando ascolti un brano dance o pop – il "bum, sh, bum, sh" di un classico brano dance è un semplice esempio di metro.
    • Su uno spartito, il tempo viene espresso per mezzo di una frazione scritta accanto alla chiave. Come ogni frazione, ha un numeratore e un denominatore. Il numeratore, scritto nei due spazi superiori del pentagramma, indica il numero di tempi in una misura, mentre il denominatore indica l'unità di tempo del metro, ovvero la figura scelta per rappresentare la singola pulsazione (il battito che segui con il piede).
    • Il metro più semplice da capire è il 4/4. Nel tempo in 4/4, ogni misura ha quattro tempi e ogni semiminima equivale a un tempo. Si tratta del metro più utilizzato nella musica popolare. Prova a contare "1-2-3-4, 1-2-3-4" su tutti i brani che senti alla radio.
    • Cambiando il numeratore, cambiano il numero di tempi per misura. Un altro metro molto usato è quello in 3/4. La maggior parte dei valzer, ad esempio, segue questo metro, con il classico ritmo "1-2-3, 1-2-3".

Ritmo

  1. Segui il groove. Il "ritmo", così come il metro e il tempo, è una parte fondamentale della rappresentazione di un brano musicale. Mentre il metro indica solo quanti tempi sono presenti, il ritmo indica come usare questi tempi.
    • Prova questo esercizio: batti con le dita sul tavolo contando 1-2-3-4, 1-2-3-4, costantemente. Non è molto divertente vero? Adesso prova in questa maniera: sui battiti 1 e 3 batti più forte, mentre sul 2 e sul 4 batti più lentamente: è già molto diverso! Ora fai al contrario, mettendo più vigore sul 2 e sul 4, un po' meno su 1 e 3.
    • Prova ad ascoltare Don't Leave Me di Regina Spektor. Puoi riconoscere chiaramente il ritmo: la nota di basso più dolce sui tempi 1 e 3 e il clap e il rullante più intensi sui tempi 2 e 4. Inizierai a capire come è organizzata la musica. Questo è il ritmo!
  2. Immagina di camminare. Ogni passo equivale a un tempo. I tempi sono rappresentati da note semiminime, perché nella musica occidentale ogni misura contiene quattro tempi. Dal punto di vista musicale, il ritmo del tuo cammino avrà questo aspetto:
    • Ogni passo è una semiminima. Su uno spartito, le semiminime sono note rappresentate con pallini neri legati a un gambo senza codette. Puoi contare mentre cammini: "1, 2, 3, 4-1, 2, 3, 4".
    • Se rallentassi il passo a metà velocità, così da compiere un passo ogni due tempi, sull'1 e sul 3, i passi sarebbero rappresentati da note minime (che valgono metà misura). Su uno spartito, le minime sono scritte come semiminime, ma gli ovali sono bianchi al centro e non neri – solo i bordi dell'ovale sono neri.
    • Se rallentassi ulteriormente, così da compiere solo un passo ogni quattro tempi, sull'1, dovresti rappresentare un passo con una semibreve – un'unica nota per misura. Su uno spartito, le note semibrevi hanno l'aspetto di una "O" – sono simili alle minime, ma senza gambo.
  3. Aumenta il ritmo! Basta rallentare. Come avrai notato, rallentando le note venivano rappresentate con sempre meno segni. Prima è sparito l'ovale nero, poi il gambo. Adesso proviamo ad accelerare. Per farlo, aggiungeremo dei segni alla nota.
    • Torniamo all'esempio della passeggiata (batti il piede per ricreare l'effetto, se necessario). Adesso immagina che l'autobus che devi prendere sia appena arrivato alla fermata e tu sei ancora a un incrocio di distanza. Che fare? Corri!
    • Per rappresentare in musica le note più veloci vengono aggiunte le codette. Ogni coda riduce il valore della nota di metà. Una croma ad esempio (che ha una coda) rappresenta una nota con un tempo che vale metà di quello di una semiminima; allo stesso modo una semicroma (due code) vale metà di una croma. Tornando all'esempio, dalla nostra passeggiata (semiminime) siamo passati a una corsa (crome) – il doppio della velocità del passo – e poi a uno scatto (semicrome) – il doppio della velocità della corsa.
  4. Unisci le note! Come hai visto dall'esempio precedente, le cose possono iniziare a essere confuse quando sono presenti molte note. Ti si possono incrociare gli occhi e puoi perderti tra le note. Per raggruppare le note in una forma più compatta che abbia senso da un punto di vista visivo, queste vengono unite.
    • Unire le note significa semplicemente sostituire le singole code delle note con delle linee continue che legano i gambi. In questo modo le note sono raggruppate logicamente, e anche se le musiche più complesse richiedono regole di unione più complesse, per gli scopi di questo articolo le note saranno solitamente unite in gruppi di semiminime. Confronta l'esempio in seguito con quello precedente. Prova a seguire nuovamente il ritmo con le dita, e nota come l'unione delle note rende la notazione più chiara.
  5. Impara i valori delle legature e dei punti. Se la coda dimezza il valore di una nota, il punto ha la funzione opposta. Salvo eccezioni rare che non rientrano negli scopi di questo articolo, il punto viene sempre posizionato a destra della testa della nota. Se vedi una nota puntata, il suo valore di tempo è aumentato di metà del tempo originale.
    • Ad esempio, un punto che segue una minima indica che quella nota ha un valore di tempo uguale a quello di una minima più una semiminima. Un punto dopo una semiminima fa valere la nota una semiminima più una croma.
    • Le legature sono simili ai punti – aumentano il valore della nota originale. Una legatura unisce semplicemente due note con una linea curva tra le loro teste. Al contrario dei punti, che hanno un valore astratto basato solamente sul valore della nota originale, le legature sono esplicite: la lunghezza della nota è aumentata del valore della seconda nota.
    • Uno dei motivi per cui si usano le legature è per la necessità di legare l'ultima nota di una battuta con la prima della successiva. Questo non sarebbe possibile con il puntino, poiché la nota maggiorata non rientrerebbe all'interno della misura.
    • Nota come viene disegnata la legatura: il tratto va dalla testa di una nota a quella seguente, generalmente nella direzione opposta a quella del gambo.
  6. Fai una pausa. Alcune persone sostengono che la musica sia solo una serie di note, e hanno ragione, almeno in parte. La musica è una serie di note e degli spazi compresi tra di esse. Questi spazi sono chiamati "pause", e anche se rappresentano momenti di silenzio, possono aggiungere molto alla musica. Ecco come vengono rappresentate.
    • Come le note, hanno simboli specifici che indicano la durata. Una pausa della durata di una semibreve è rappresentata con un rettangolo sotto la quarta riga, mentre una della durata di una minima è un rettangolo sotto la terza riga. La pausa semiminima ha un simbolo simile a un baffetto, mentre le pause più brevi sono disegnate con un gambetto e un numero di codette pari a quelle della nota di riferimento; queste code sono sempre disegnate a sinistra.

Melodia

  1. Ora hai le basi: conosci il pentagramma, le parti che compongono una nota e le basi della notazione musicale di note e pause. Assicurati di aver ben compreso tutti questi argomenti, perché adesso approfondirai la conoscenza della musica rendendo il tutto ancora più divertente: la lettura!
  2. Impara la scala di Do. La scala di Do è la scala di base della musica occidentale. La maggior parte delle altre scale derivano da essa. Quando l'avrai imparata, il resto sarà più facile.
    • Per prima cosa ti verrà mostrato come si presenta, e successivamente inizieremo a leggere la musica. Ecco la scala di Do sul pentagramma.
    • Se osservi la prima nota, il Do basso, vedrai che in effetti viene scritta sotto il pentagramma. In questo caso, viene aggiunta una riga solo per quella nota – per questo vedi una linea sottile che attraversa la testa della nota. Più bassa la nota, più righe dovrai aggiungere. Per ora però non preoccupartene.
    • La scala di Do è composta da otto note. Sono le note equivalenti ai tasti bianchi del pianoforte.
    • Potresti non avere a disposizione un pianoforte con cui provare (in questo caso prova virtual piano), ma in questa fase è importante che tu inizi ad avere un'idea non solo della rappresentazione grafica della musica, ma anche del suo suono.
  3. Impara le basi del solfeggio. Può sembrarti un termine spaventoso, ma probabilmente sai già di cosa si tratta: è un modo ricercato per dire "Do, Re, Mi".
    • Imparare a cantare le note ti aiuterà a sviluppare la tua abilità di suonare seguendo uno spartito – si tratta di un'abilità che può richiedere una vita per essere perfezionata, ma che ti sarà utile sin da subito. Osserviamo di nuovo la scala di Do e la scala di solfeggio.
    • Probabilmente conosci la canzone "Do-Re-Mi" di Rogers e Hammerstein del musical "Tutti insieme appassionatamente". Se puoi cantare la scala "Do, Re, Mi", fallo guardando le note. Se hai bisogno di rinfrescare la memoria, ascolta la canzone su YouTube.
    • Prova un esercizio più avanzato, cantando le note della scala di Do dall'alto in basso e viceversa.
    • Esercitati a fare il solfeggio un po' di volte, finché non ti sarà familiare. Le prime volte, leggi le note molto lentamente, così da poterle guardare mentre le canti.
    • Ricorda i valori delle note apprese in precedenza: il Do alto al termine della prima riga, e il Do basso al termine della seconda sono minime, mentre le altre note sono semiminime. Se riprendiamo l'esempio della passeggiata, mentre le seminimine rappresentano un passo, le minime sono due passi.
  4. Congratulazioni, stai leggendo la musica!

Diesis, Bemolle, Bequadri e Tonalità

  1. Fai un passo avanti. Fino ad ora abbiamo trattato le basi del ritmo e della melodia, perciò adesso dovresti possedere le competenze basilari per capire che cosa rappresentano i segni sul pentagramma. Anche se queste basi possono farti superare il corso di musica delle medie, ci sono altre cose che dovresti sapere. La più importante di esse è la tonalità.
    • Potresti aver incontrato dei simboli particolari sul pentagramma, come degli hashtag o cancelletti "# " Diesis, oppure delle B minuscole "♭" Bemolle. Questi segni indicano delle alterazioni della nota che aggiungono o sottraggono un semitono e solitamente sono scritti a sinistra della testa delle note. La scala di Do, come abbiamo imparato, rappresenta i tasti bianchi del pianoforte. I diesis e i bemolle rappresentano i tasti neri. Dal momento che la scala di Do maggiore non ha diesis o bemolle, è scritta in questo modo:
  2. Toni e semitoni. Nella musica occidentale, le note sono separate da intervalli di un tono o un semitono. Se osservi la nota Do su un piano, vedrai che un tasto nero la separa dalla nota successiva, il Re. L'intervallo musicale tra il Do e il Re è definito "tono"; l'intervallo tra il Do e il tasto nero è definito "semitono". Adesso, potresti chiedere che nome ha la nota rappresentata dal tasto nero. La risposta è "dipende".
    • Una buona regola generale è che se stai salendo lungo la scala, la nota è il diesis della nota che la precede. Se invece stai scendendo, la nota sarebbe il bemolle della nota che la segue. Se perciò vai dal Do al Re, la nota sarebbe scritta con un #.
    • In questo caso, la nota sul tasto nero è un Do#. Se stessi invece scendendo dal Re al Do, la nota sarebbe un Re♭.
    • Questa convenzione rende la musica più facile da leggere.
    • Nota che esiste un altro simbolo – il bequadro. Questo simbolo viene usato per cancellare i diesis o i bemolle scritti in precedenza. Più diesis e bemolle sono presenti sullo spartito, più la lettura diventa complessa.
    • Spesso, i compositori che hanno usato segni di alterazione nelle misure precedenti, inseriscono bequadri "non necessari" per semplificare la lettura per chi suona. Se ad esempio, in una misura precedente di un brano in Re maggiore è stato usato un La#, la misura seguente potrebbe contenere un La bequadro invece di un normale La.
  3. Imparare a capire le tonalità. Fino ad ora abbiamo studiato la scala di Do maggiore: otto note, tutti i tasti bianchi, partendo dal Do. È possibile però iniziare una scala da "qualunque" nota. Se suonerai però solo i tasti bianchi, non suonerai una scala maggiore, ma una "scala modale", che va oltre gli scopi di questo articolo.
    • La nota di partenza, o tonica, dà il nome alla tonalità. Potresti aver sentito dire a qualcuno "è in tonalità di Do" o qualcosa di simile. Questo esempio significa che la scala di base inizia dal Do, e include le note Do Re Mi Fa Sol La Si Do. Le note in una scala maggiore hanno una relazione specifica le une con le altre. Osserva la tastiera nell'immagine precedente.
    • Osserva che quasi tutte le note sono separate da un tono. Il Mi e il Fa però, e il Si e il Do, sono separate solo da un semitono. Ogni scala maggiore segue lo stesso schema: tono-tono-semitono-tono-tono-tono-semitono. Se la tua scala parte dal Sol, ad esempio, potrebbe essere scritta in questo modo:
    • Nota il Fa# . Per mantenere gli intervalli corretti tra le note, il Fa deve essere alzato di un semitono, per creare un intervallo di un semitono con il Sol. Un singolo segno di alterazione è piuttosto facile da leggere, ma cosa sarebbe successo se avessi scritto una scala maggiore di Do#? Avrebbe questo aspetto:
    • Adesso le cose sono più complicate! Per poter ridurre la confusione e facilitare la lettura della musica, sono state create le tonalità. Ogni scala maggiore ha una serie particolare di diesis e bemolle, che sono mostrati all'inizio della musica. Torniamo all'esempio della chiave di Sol: anziché posizionare il simbolo dell'alterazione di fianco alla nota, viene posizionato sulla riga del pentagramma indicante il Fa. Questo vuol dire che durante l'esecuzione, tutti i Fa devono essere suonati come Fa diesis. Ecco l'aspetto del pentagramma:
    • Questa notazione si legge e si esegue esattamente come quella precedente, che non riportava indicazioni di tonalità. Al termine dell'articolo potrai trovare una lista completa delle varie tonalità.

Dinamica ed Espressione

  1. Incremento e diminuzione! Ascoltando della musica, avrai sicuramente notato che il brano non procede sempre con lo stesso volume. Alcune parti vengono suonate in maniera più forte e altre in maniera più "dolce". Queste variazioni prendono il nome di dinamica.
    • Se il ritmo e il metro sono il cuore della musica, le note e le chiavi sono il cervello, allora la dinamica rappresenta sicuramente la voce della musica. Considera la prima versione nell'immagine.
    • Batti sul tavolo: 1 e 2 e 3 e 4 e 5 e 6 e 7 e 8, ecc. Assicurati di compiere ogni battito con la stessa intensità – il suono che ottieni dovrebbe essere simile a quello di un elicottero. Adesso osserva la seconda versione nell'immagine.
    • Fai caso al segno di maggiore (>) sopra ogni quarta nota di Do. Segui il ritmo con il battito, ma questa volta poni l'accento su ogni tempo che riporta il segno. Adesso, invece di un elicottero, il ritmo dovrebbe ricordare un treno. Con un piccolo cambio di accento, abbiamo cambiato completamente il carattere della musica.
  2. Suona piano, fortissimo o a metà tra questi estremi. Quando parli non utilizzi sempre lo stesso livello di voce: allo stesso modo, il musicista racconta tramite diverse modulazioni il suo brano, dandogli così maggiore personalità.
    • Esistono decine di simboli per esprimere la dinamica, ma quelli più comuni che potrai incontrare sono le lettere f, m e p:
    • p significa "piano"
    • f significa "forte"
    • m significa "mezzo", suddiviso in mf (mezzoforte) e mp (mezzopiano).
    • Per indicare alterazioni maggiori si scrive pp (pianissimo), ppp (pianissimissimo), ff (fortissimo) e fff (fortissimissimo). Prova a cantare l'esempio precedente (usando il solfeggio – la prima nota di questo esempio è la tonica, o "Do") e usa i segni dinamici per notare le differenze.
  3. Per meglio indicare alcuni tipi di alterazioni della dinamica si usano altre due notazioni musicali che sono il "crescendo" e il "diminuendo." Sono una rappresentazione grafica di un cambiamento graduale di volume, e hanno l'aspetto di simboli "<" e ">" allungati.
    • Il crescendo è un incremento della dinamica, ad esempio da pianissimo a forte; il diminuendo rappresenta una diminuzione del volume. Noterai che, per questi simboli, il lato "aperto" del simbolo rappresenta la dinamica a più alto volume e viceversa. Se ad esempio la musica andasse gradualmente dal forte al piano, vedresti f, poi un > allungato, infine una p.

Continuare la Tua Istruzione

  1. Continua a imparare! Imparare a leggere la musica è come imparare a leggere un testo. Serve un po' di tempo per imparare le basi, che tuttavia sono piuttosto semplici. Esistono però così tante sfumature, concetti e abilità da apprendere che per farlo può servirti una vita. Alcuni compositori arrivano persino a scrivere musica su spartiti con pentagrammi a spirale o del tutto privi di pentagramma. Questo articolo dovrebbe averti dato le basi per continuare ad apprendere!

Tabella delle Tonalità

  1. Impara queste tonalità. Esiste almeno una tonalità per ogni nota della scala, e lo studente esperto noterà la presenza di più scale per la stessa nota. La scala di Sol# è esattamente identica a quella di La♭! Quando suoni il pianoforte, e per gli scopi di questo articolo, la differenza è accademica. Ci sono però alcuni compositori – in particolare quelli che scrivono per archi – che suggerirebbero che la scala di La♭sia leggermente più "affilata" di quella di Sol#. Ecco le tonalità per tutte le scale maggiori:
    • La tonalità di Do (o atona)
    • Tonalità con diesis: Sol, Re, La, Mi, Si, Fa♯, Do♯
    • Tonalità con bemolle: Fa, Si♭, Mi♭, La♭, Re♭, Sol♭, Do♭
    • Come puoi vedere nell'immagine precedente, salendo tra le note con diesis, viene aggiunto un diesis alla volta fino ad avere tutte le note con diesis nella tonalità di Do#. Lo stesso vale per i bemolle, con la scala di Do♭ che ha tutte le note con bemolle.
    • Se ti può essere di qualche conforto, pensa che i compositori solitamente scrivono in tonalità facili da leggere. Il Re maggiore è una tonalità molto comune per gli archi, perché le corde suonate a vuoto sono strettamente legate alla tonica, il Re. Esistono alcune opere che fanno suonare gli archi in Mi♭ minore, o gli ottoni in Mi maggiore – queste composizioni sono difficili da scrivere tanto quanto sono difficili da leggere per te.

Consigli

  • Sii paziente. Come quando cerchi di imparare una nuova lingua, serve tempo per imparare a leggere la musica. Più farai pratica, più ti risulterà facile e diventerai bravo.
  • Procurati gli spartiti dei pezzi che ti piacciono. In un qualsiasi negozio di musica troverai migliaia di partiture. Leggere la musica mentre la si ascolta rende più intuitivo l'apprendimento.
  • Impara a cantare leggendo lo spartito. Non dovrai avere una gran voce, ti basterà allenare l'orecchio a sentire ciò che è scritto sulla carta.
  • Su IMSLP.org trovi un grande archivio di esibizioni musicali e colonne sonore di pubblico dominio. Per migliorare la lettura della musica, ascolta la musica mentre leggi lo spartito corrispondente.
  • La ripetizione e la pratica costante sono il segreto. Crea dei biglietti o usa un quaderno per prendere appunti.
  • Esercitati con il tuo strumento. Se suoni il pianoforte dovrai sicuramente leggere la musica. Molti chitarristi imparano ad "ascoltare" piuttosto che a leggere la musica. Per imparare a leggere la musica, dimentica tutto quello che sai già – impara prima a leggere e poi a suonare!
  • Cerca di divertirti, altrimenti imparare sarebbe molto più difficile.
  • Esercitati in un luogo tranquillo. È meglio fare esercizio su un pianoforte, ma se non ne hai uno a disposizione potrai trovarne molti "virtuali" online.
  • Per ricordare le note più facilmente, prova a utilizzare la notazione anglosassone: A (La), B (Si), C (Do), D (Re), E (Mi), F (Fa), G (Sol).

Avvertenze

  • Imparare a leggere la musica può richiedere tutta la vita. Non avere fretta!
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