Come Partecipare a un Dibattito

Esistono innumerevoli tipi di dibattiti, da quelli scolastici a quelli parlamentari. In squadra o da solo, ecco qualche trucco per migliorare la tua tecnica.

Dibattito Formale in Team

  1. Il dibattito si incentrerà su un argomento: un gruppo sarà a favore e l'altro contro.
    • I team si siederanno uno di fronte all'altro: quello a favore a sinistra e quello contro a destra.
    • Il presidente darà inizio alla discussione. Gli interventi seguono generalmente un ordine pro, contro, pro, contro, e così via.
  2. Definisci l'argomento se necessario. Un tema come “la pena di morte è una punizione giusta ed efficace” si spiega da solo, ma un soggetto come “la felicità è preferibile alla saggezza” richiede una definizione prima di procedere.
    • Il primo intervento a favore solitamente rappresenta il pensiero della gente comune, dunque considera come risponderebbe un cittadino medio intervistato per strada.
    • L'intervento del gruppo a sfavore ha l'opportunità di confutare la definizione ed offrire la propria, ma solo se l'affermazione positiva è irragionevole o rende obsoleta quella negativa.
  3. Scrivi la tua argomentazione in base al tempo che ti viene dato. La tua posizione è determinata da un certo protocollo, che prevede aspetti come, per esempio, la definizione o la presentazione del tema.
    • Sostieni il tuo punto di vista. Se dici “penso che la pena di morte debba essere abolita”, dovrai esplicarne il perché.
    • Usa la religione solo se è appropriato: le fonti della Bibbia, della Torah, del Corano o di qualsiasi altro testo sacro non sono il massimo per provare la tua argomentazione e non tutti le considerano veritiere.
    • Se non sai niente del tema, non intervenire, a meno che tu non abbia altra scelta. In tal caso, fornisci informazioni vaghe ed ambigue, così gli oppositori dovranno spremere le meningi per confutare le tue parole. Qualora non ti capissero, non potrebbero provare il falso. Può darsi che nemmeno il giudice ti capisca, ma parlare è sempre meglio che dire “non so niente, cedo la vittoria all'altro team”.
    • Evita le domande retoriche e rispondi chiaramente ad ogni quesito per non dare corda agli opponenti.
  4. Presenta la tua argomentazione con passione e chiarezza. Parla lentamente e ad alta voce, cerca di non essere monotono.
    • Guarda i giudici, che decideranno chi saranno i vincitori, e solo ogni tanto gli avversari.
    • Fai un riassunto prima dell'argomentazione, così il pubblico saprà cosa aspettarsi e il presidente non ti interromperà, a meno che tu non vada fuori tempo.
  5. Crea un equilibrio tra la presentazione del punto di vista del tuo gruppo e la contestazione di quello degli oppositori. Siccome i team dibattono a turno, è sempre possibile farlo, a meno che tu non sia il primo a parlare dalla parte a favore. Ecco come bisognerebbe organizzare una strategia di dibattito:
    • Primo intervento a favore:
      • Definisci il tema (opzionale) e presenta il punto di vista del team a grandi linee.
      • Fai un riassunto breve delle argomentazioni di ogni membro a favore.
      • Presenta la prima metà dell'argomentazione affermativa.
    • Primo intervento contrario:
      • Accetta o rifiuta la definizione (opzionale) e presenta il punto di vista generale del gruppo.
      • Fai un breve riassunto di quella che sarà l'argomentazione negativa.
      • Obietta rispetto ai primi punti presentati dall'altro team.
      • Presenta la prima metà dell'argomentazione negativa.
    • Secondo intervento a favore:
      • Riafferma il punto di vista generale affermativo.
      • Rigetta i primi punti presentati dall'intervento negativo.
      • Presenta la seconda metà dell'argomentazione affermativa.
    • Secondo intervento negativo:
      • Riafferma il punto di vista generale negativo.
      • Rigetta i punti presentati dal secondo intervento positivo.
      • Presenta la seconda metà dell'argomentazione negativa.
    • Terzo intervento a favore:
      • Riafferma il punto di vista generale.
      • Confuta l'argomentazione negativa.
      • Riassumi il caso affermativo.
      • Concludi il dibattito del team a favore.
    • Terzo intervento contrario:
      • Ribadisci l'opinione del gruppo.
      • Confuta le ultime argomentazioni positive.
      • Riassumi il caso negativo.
      • Finisci il dibattito del gruppo a sfavore.
  6. Ricorda le tre regole della confutazione:
    • Avvaliti di prove che dimostrino effettivamente il motivo per cui l'altro team abbia torto. Rivolgiti al presidente.
    • Attacca le parti più importanti dell'argomentazione avversaria, estrai le sezioni salienti con l'efficienza spietata di un chirurgo.
    • Evita le accuse ad hominem, il che significa che non dovrai criticare la persona, bensì le sue idee. Attacca il concetto, non chi lo enuncia.
  7. Utilizza tutto il tempo che hai a disposizione, o quasi. Più parli, più convincerai il giudice. Tuttavia, esponi argomentazioni valide, non parlare a vanvera. Dimostrando perché hai ragione, il presidente sarà più propenso ad ascoltarti e a credere che meriti la vittoria.
  8. Se è il caso, scopri su quali aspetti del dibattito verrai valutato:
    • Materia:
      • Abbondanza di prove per supportare il tuo punto di vista.
      • Rilevanza delle prove.
    • Maniera:
      • Eye contact. Riesci a coinvolgere gli spettatori? Passi troppo tempo a guardare le tue note?
      • Voce. Sei espressivo? Cambi volume, tono e velocità per evidenziare le parti importanti?
      • Body language. Usi il tuo corpo per enfatizzare la tua argomentazione e per comunicare autorevolezza e calma?
      • Abitudini nervose. Hai tic verbali o fisici quando parli? Balbetti, giocherelli con gli oggetti o hai un'andatura tranquilla?
      • Dizione. Com'è la tua pronuncia? Sei tu ad usare le parole o le parole ad usare te?
    • Metodo:
      • Coesione del team. L'intero gruppo è stato capace di organizzare le proprie argomentazioni e confutazioni? Si incastrano e sono coerenti tra di loro?
      • Abilità individuale. Spicchi nel gruppo? Riesci ad orientarti tra un'argomentazione e l'altra?

Dibattito a Scopo Conversazionale o Informale

  1. Fai domande per rivelare gradualmente il tema. Siccome non si tratta di un dibattito formale, non sai quale sia l'argomentazione dell'altra persona.
    • ”Pensi che la breccia nei reperti fossili dica qualcosa di interessante sul Darwinismo?”.
    • ”Hai un'opinione sulla questione Istinto versus Educazione?”.
  2. Comprendi approfonditamente la posizione dell'altra persona o chiedile di chiarire le parti confuse. Può capitare che le argomentazioni non siano perfettamente coerenti, dunque domanda gentilmente al tuo interlocutore se può aderire ad una linea specifica.
    • Se non sei sicuro della sua argomentazione, chiedi, senza sembrare minaccioso, “allora, se ho capito bene, pensi che i centesimi vadano tolti dalla circolazione perché la produzione di un centesimo costa più di un centesimo?”.
  3. Introduci la tua contro-argomentazione quando l'altra persona avrà finito per non mancarle di rispetto.
    • Offri esempi sulla tua tesi:
      • ”Ecco cosa credo io: la sovrabbondanza del politically correct ci impedisce di dire tutto quello che ci passi per la testa. Invece di esprimere la nostra vera opinione, diciamo quello che gli altri vogliono sentirsi dire. Ci preoccupa di più la possibilità di offendere la gente che la diffusione della verità”.
  4. Fornisci confutazioni rispetto all'argomentazione dell'interlocutore.
    • ”Ha davvero senso dire che qualsiasi forma di governo, municipale, statale o federale, dovrebbe decretare sulla moralità sessuale? E non è questione di 'potere', sono più che capaci di farlo; è più una questione di 'diritto'. Che diritto hanno loro di dirci come dovremmo trattare i nostri corpi nella privacy delle nostre case? Dove arriverà il loro limite rispetto alla nostra intimità? Non sarebbe questo un invito a giudicare sempre di più gli aspetti privati delle nostre vite?”.
  5. Rispondi alle confutazioni. Probabilmente l'altra persona farà lo stesso con te. In ogni caso, non dimenticare di rispettarla.
  6. Presta attenzione al bon ton informale e non scritto della conversazione. Sii sempre educato nei confronti del tuo interlocutore:
    • Non monopolizzare il dialogo. Un dibattito consiste in uno scambio libero di idee, non nel parlare a raffica del perché tu abbia ragione e del perché lui abbia torto.
    • Le intenzioni dell'altra persona sono buone: parti da questo presupposto. Magari potrebbe dire qualcosa di sbagliato o il dibattito potrebbe surriscaldarsi. Ricorda che è uno scambio amichevole, nessuno dovrà uscirne ferito.
    • Non alzare la voce né perdere il controllo. Un dibattito dovrebbe essere civile e illuminante, non una gara a chi urla di più.
  7. Non tornare sempre sulle stesse argomentazioni. Alcuni dibattiti si convertono in un circolo infinito che potrebbe continuare in eterno perché nessuna delle due parti vuole ammettere la sconfitta. Dì “rispetto la tua opinione ma non sono d'accordo con te, almeno per adesso. Penserò a quello che hai detto, ok?”.
  8. Concludete il dibattito amichevolmente. Se ti atteggi a tiranno, nessuno vorrà più parlare con te. Puoi rimanere comunque amico di una persona che abbia un punto di vista diverso dal tuo.

Consigli

  • Quando il presidente ti invita a parlare, dovresti essere immediatamente pronto.
  • Spesso si fa suonare un campanello un minuto prima della scadenza del tempo (viene suonato due volte allo scadere dei minuti a tua disposizione e tre volte quando saranno stati superati i 30 secondi dal termine).
  • Mai litigare con il giudice.
  • Al momento del ringraziamento, segui quest'ordine: team oppositore, giudice, presidente, cronometrista e pubblico.
  • Fai pratica per sentirti a tuo agio.
  • Non ci sono regole assolute. Non si parla di giusto o sbagliato, ma segui il buon senso.
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