Come Partorire in Casa

Quando una donna sceglie di dare alla luce il proprio bambino in casa anziché in ospedale, si parla di "parto in casa". Alcune donne lo preferiscono per una serie di motivi, ad esempio possono avere maggiore libertà di muoversi durante il travaglio, possono mangiare e fare il bagno. Inoltre hanno il conforto e la serenità di partorire in un luogo familiare, circondate dalle persone che amano. Tuttavia, partorire in casa può anche comportare dei rischi e delle difficoltà, quindi, se stai pensando a questa soluzione per il tuo futuro bambino, è importante capire in anticipo esattamente cosa significa partorire a casa. Continua a leggere per saperne di più.

Fare delle Ricerche

  1. Conosci i pro e i contro di un parto in casa. Fino a non molto tempo fa questo era il modo più consueto di mettere al mondo i bambini. Tuttavia, oggi in Italia solo lo 0,35% di tutte le nascite avviene in casa, e i dati statistici della maggior parte degli altri Paesi occidentali sono altrettanto bassi. Attualmente, nonostante nei Paesi sviluppati sia ormai un evento piuttosto raro, alcune madri lo preferiscono decisamente al parto in ospedale. Le ragioni che le spingono a tale scelta sono numerose; tuttavia, bisogna precisare che alcuni studi scientifici hanno correlato i parti in casa con rischi di complicanze 2-3 volte maggiori. Sebbene questo tasso di problematiche non sia ancora molto elevato in termini assoluti (corrisponde solo a diversi casi ogni 1000), le madri indecise devono comunque sapere che il parto in casa può essere un po’ più rischioso rispetto a quello in ospedale. D'altra parte, far nascere i bambini a casa offre alcuni vantaggi che l’ospedale non è in grado di garantire, tra cui:
    • Una maggiore libertà per la madre di muoversi, fare il bagno e mangiare come ritiene opportuno.
    • Una maggiore capacità di adeguare la posizione durante il travaglio alle esigenze specifiche.
    • Il comfort di un ambiente e di volti familiari.
    • La capacità di partorire senza assistenza medica (come l'uso di antidolorifici), se lo si desidera.
    • La possibilità di soddisfare le esigenze religiose o culturali previste per i parti.
    • Un costo complessivo inferiore, in alcune situazioni.
  2. Sappi quando non dovresti tentare il parto in casa. In alcune situazioni ci possono essere maggiori rischi di complicazioni per il bambino, per la madre o per entrambi. In questi casi la salute sia della madre che del bambino supera di gran lunga eventuali vantaggi minori che può offrire il parto in casa; pertanto è opportuno recarsi in ospedale, dove sono disponibili medici esperti e tecnologie salvavita. Qui di seguito sono elencate alcune situazioni in cui una donna incinta deve assolutamente programmare di recarsi in ospedale:
    • Quando la madre ha qualche patologia cronica (diabete, epilessia, ecc.).
    • Quando la madre ha subito un parto cesareo in una precedente gravidanza.
    • Se lo screening prenatale ha rivelato eventuali problemi di salute del nascituro.
    • Se la madre ha sviluppato un problema di salute associato alla gravidanza.
    • Se la madre fuma o fa uso di alcol o droghe illecite.
    • Se è prevista la nascita di due, tre o più bambini o se il bambino non è in posizione cefalica prima della data presunta della nascita.
    • Se si tratta di un parto prematuro o in ritardo. In altre parole, non si deve partorire in casa prima della 37° settimana di gravidanza o dopo la 41° settimana.
  3. Informati circa la legalità del parto in casa. In genere non è vietato nella maggior parte dei governi. In Regno Unito, Australia, Canada ed Europa è legale e, a seconda delle circostanze, il governo può anche fornire dei finanziamenti. Ci possono però essere delle situazioni giuridiche che a volte rendono le circostanze un po’ più complesse in alcune nazioni.
    • In Italia è assolutamente legale mettere alla luce i propri figli in casa. La cosa importante è essere in buona salute. Puoi trovare un’ostetrica che verrà a farti assistenza al momento del parto, informandoti presso l’ospedale o il tuo ginecologo. Facendo una ricerca online trovi diversi centri dove contattare un’ostetrica che venga a domicilio. Su internet puoi anche trovare diversi siti che illustrano in dettaglio i diritti del parto in casa e l’eventuale possibilità di ottenere dei contributi (non tutte le Regioni li prevedono).

Pianificare la Nascita

  1. Prendi degli accordi con un medico o un'ostetrica. È assolutamente consigliato incaricare un’ostetrica qualificata e autorizzata o un medico che ti possano assistere durante l’evento. Organizzati con largo anticipo, in modo da essere certa che verranno a casa tua al momento opportuno; fissa degli appuntamenti e parla con loro prima che nasca il bambino, e assicurati di tenere il numero di telefono a portata di mano in modo da poterli contattare se il travaglio iniziasse inaspettatamente.
    • Dovresti anche assicurarti che il medico o l'ostetrica possano rivolgersi con facilità ad altri medici in un ospedale vicino, se possibile.
    • Puoi anche valutare l’idea di incaricare una doula, una figura assistenziale che ti possa fornire un continuo supporto fisico ed emotivo durante tutto il percorso perinatale.
  2. Imposta un programma per il parto. Il parto è un'esperienza emotivamente e fisicamente impegnativa, per dirlo con un eufemismo. L'ultima cosa che desideri durante il travaglio, quando già ti trovi in una situazione di estremo disagio, è di dover prendere velocemente delle decisioni importanti sul modo in cui procederà la nascita. È molto più saggio creare e pianificare un programma indicativo per il parto ben prima che inizi la fase cruciale. Cerca di tenere conto di tutte le fasi della nascita, dall'inizio alla fine. Anche se non sarai in grado di seguire alla lettera il tuo piano, già sapere di averne uno ti può rasserenare un po’. Per aiutarti a impostare il programma, rispondi alle seguenti domande:
    • Oltre al medico/ostetrica, quali altre persone, eventualmente, vorresti presenti al momento della nascita?
    • Dove hai intenzione di partorire? Tieni presente che, per la maggior parte del tempo, sarai in grado di muoverti per trovare il miglior comfort.
    • Quali strumenti o accessori dovrai avere a portata di mano? Parla con il medico, se vuoi, ma generalmente sono necessari molti asciugamani, lenzuola, cuscini e coperte, oltre a coperture impermeabili per il letto e il pavimento.
    • Come pensi di gestire il dolore? Prenderai dei farmaci antidolorifici, seguirai il metodo Lamaze o troverai un'altra idea per superare il dolore?
  3. Organizzati per il viaggio in ospedale. La stragrande maggioranza dei parti in casa si svolge con successo e senza complicazioni. Tuttavia, come per ogni nascita, c'è sempre una piccola possibilità che le cose possano andare diversamente, con dei rischi per il bambino o la madre. Per questo motivo, è importante essere preparata per andare subito in ospedale in caso di emergenza. Fai il pieno di benzina all’auto e tieni sul veicolo tutti i prodotti per la pulizia, coperte e asciugamani che potrebbero esserti utili nel caso dovessi andare con urgenza in ospedale. Studia il percorso più veloce verso il pronto soccorso più vicino – puoi anche fare un po’ di pratica su quelle strade.
  4. Scegli il luogo in cui vorrai mettere al mondo il bambino. Anche se potrai decidere il posto e muoverti durante la maggior parte del travaglio, è una buona idea avere già in mente un punto della casa come luogo finale del parto. Scegli un punto sicuro e confortevole; spesso si preferisce il proprio letto, ma puoi anche partorire sul divano o su una parte morbida del pavimento. A prescindere dal luogo che scegli, assicurati che venga pulito accuratamente e fornito di tutti gli accessori indispensabili, come asciugamani, coperte e cuscini, prima dell’evento. È una buona idea mettere un telo di plastica impermeabile o delle coperture per evitare le macchie di sangue.
    • In caso di necessità, anche la tenda della doccia pulita e asciutta funziona come barriera impermeabile per evitare macchie.
    • Anche se molto probabilmente saranno già fornite dal medico o dall'ostetrica, dovresti per sicurezza procurarti anche garze e laccetti sterili da tenere a disposizione per tagliare il cordone ombelicale.
  5. Attendi i segnali del travaglio. Una volta predisposti tutti i preparativi necessari, devi solo aspettare che inizino le prime fasi del parto. Mediamente la gravidanza dura circa 38 settimane, anche se un travaglio sano può iniziare entro una settimana o due dalla data presunta. Se noti i segnali prima della 37° o dopo la 41° settimana, devi recarti immediatamente in ospedale. In caso contrario, preparati a qualsiasi dei seguenti sintomi che indicano il parto imminente:
    • Si rompono le acque.
    • La cervice si dilata.
    • Appare del sangue (una fuoriuscita di muco tinto di sangue rosa o marrone).
    • Le contrazioni durano da 30 a 90 secondi.

Partorire

  1. Segui le indicazioni del medico o dell'ostetrica. Il professionista sanitario che hai scelto per il parto in casa è stato adeguatamente addestrato per far nascere i bambini in modo sicuro ed è autorizzato a farlo. Ascolta sempre i suoi consigli e fai del tuo meglio per seguirli. Alcune delle sue indicazioni potrebbero provocarti temporaneamente un aumento di dolore; tuttavia, sappi che il suo scopo è quello di aiutarti a superare il parto nel modo più rapido e sicuro possibile, quindi cerca di seguire le sue istruzioni al meglio.
    • Gli altri consigli riportati in questa sezione devono essere intesi solo come una guida approssimativa; devi sempre attenerti a quanto ti dice il medico o l’ostetrica.
  2. Mantieni la calma e concentrati. Il parto potrebbe essere un prolungato, doloroso calvario e un certo grado di nervosismo è quasi inevitabile. Tuttavia, non è mai una buona idea farti prendere da pensieri di sconforto e disperazione. Fai del tuo meglio per restare più rilassata e lucida possibile: ti permetterà di seguire le indicazioni del medico o ostetrica al meglio delle tue capacità, nell’intento di rendere il parto rapido e sicuro. È più facile restare rilassata se ti trovi in una posizione comoda e respiri profondamente.
  3. Presta attenzione ai segni di complicanze. Come accennato in precedenza, quasi tutti i parti in casa avvengono senza intoppi; tuttavia, può sempre esserci una piccola probabilità di problemi. Se noti uno dei seguenti sintomi, vai immediatamente in ospedale, in quanto potrebbero indicare gravi complicanze che richiedono un supporto tecnico e competenze che non puoi avere a casa.
    • Appaiono delle tracce di feci nel liquido amniotico quando si rompono le acque.
    • Il cordone ombelicale esce dalla vagina prima che nasca il bambino.
    • Hai un’emorragia vaginale diversa dalla fuoriuscita sanguinosa normale oppure la tua normale perdita contiene una quantità di sangue esagerata (la fuoriuscita normale di liquido è rosa, marrone o al massimo un po' tinta di sangue).
    • La placenta non esce dopo la nascita del bambino oppure non è intatta.
    • Il bambino non è cefalico.
    • Il bambino appare in difficoltà.
    • Il travaglio non raggiunge la fase del parto.
  4. Assicurati che il tuo assistente tenga controllata la dilatazione della cervice. Durante la prima fase del travaglio la cervice si dilata e si allarga per consentire il passaggio del bambino. All’inizio il disagio può essere minimo ma, via via che passa il tempo, le contrazioni gradualmente diventano sempre più frequenti e intense. A questo punto puoi iniziare a sentire del dolore o una certa pressione nella parte bassa della schiena o all'addome, che aumenta con la dilatazione della cervice. Durante questa fase l’assistente deve eseguire frequenti esami pelvici per monitorare i progressi. Quando la cervice è completamente dilatata e raggiunge una larghezza di circa 10 cm, sei pronta per entrare nella seconda fase del travaglio.
    • Probabilmente senti il bisogno di spingere, ma l’assistente ti dirà di non farlo finché il collo dell'utero non ha raggiunto la dilatazione di 10 cm.
    • In questo momento, di solito non è troppo tardi per prendere dei farmaci antidolorifici. Se hai preventivamente fatto questa scelta e hai degli antidolorifici a portata di mano, parla con il medico o l'ostetrica per valutare se sono o meno appropriati.
  5. Segui le istruzioni dell’assistente per spingere. Nella seconda fase del travaglio, le contrazioni diventano più frequenti e più intense. Puoi sentire un forte bisogno di spingere e, se la cervice è completamente dilatata, il medico ti dirà che puoi farlo. Parla con lui o con l’ostetrica per riferirgli qualunque eventuale cambiamento nella tua condizione. L’assistente ti guiderà per dirti quando è il momento di spingere, come respirare e quando fermarti; segui le sue istruzioni per quanto riesci. Questo stadio può durare fino a 2 ore, se si tratta del primo parto, mentre, se hai già avuto altri bambini in precedenza, potrebbe essere molto più breve (a volte anche meno di 15 minuti).
    • Non temere di provare diverse posizioni, come stare a quattro zampe, in ginocchio o accovacciata. Il medico o l'ostetrica di solito vogliono che tu ti metta nella posizione che trovi più comoda e che ti permetta di spingere in maniera più efficace.
    • Mentre premi e spingi, non ti preoccupare se accidentalmente escono delle feci o urina, è assolutamente comune e il tuo assistente è preparato a questo. Concentrati esclusivamente sulle spinte per far uscire il bambino.
  6. Spingi finché il nascituro attraversa il canale del parto. La forza delle spinte, in combinazione con le contrazioni, fa muovere il bambino dall'utero verso la vagina; a questo punto, l’assistente può riuscire a vedere la testa del bambino; questo si chiama "coronamento" e, se lo desideri, puoi prendere uno specchio e vedere tu stessa. Non sentirti frustrata però se, dopo il coronamento, la testa del bambino scompare, in quanto è normale, dato che durante il travaglio la posizione del bambino si sposta lungo il canale del parto. Dovrai spingere in maniera intensa per far uscire la testa del bambino. Appena ciò accade, l’assistente al parto dovrebbe liberargli il naso e la bocca dal liquido amniotico e aiutarti a spingere il resto del corpo per estrarre completamente il nascituro.
    • Se il parto è podalico (cioè i piedi escono prima della testa) si tratta di un problema che comporta rischi aggiuntivi per il bambino, e molto probabilmente sarà necessario andare in ospedale. La maggior parte dei bambini che assumono la posizione podalica deve nascere attraverso il parto cesareo.
  7. Prenditi cura del bambino dopo la nascita. Congratulazioni! Hai appena partorito tuo figlio a casa con successo. A questo punto il medico o l'ostetrica pinzano e tagliano il cordone ombelicale del bambino con un paio di forbici sterili. Il nascituro deve essere pulito strofinandolo con degli asciugamani puliti e poi avvolto in una coperta calda.
    • Dopo il parto, l’ostetrica ti consiglierà di iniziare ad allattarlo al seno.
    • Non fargli subito il bagno. Quando nasce, potrai notare che è rivestito da uno strato biancastro: si tratta di una situazione del tutto normale e la copertura è chiamata vernice caseosa. Si pensa che abbia lo scopo di proteggere il nascituro da infezioni batteriche e di idratargli la pelle.
  8. Liberati della placenta. Una volta nato il bambino, anche se il peggio è passato, non hai ancora concluso il parto. Nella terza e ultima fase devi espellere la placenta, che è l'organo che ha nutrito il feto quando era nell’utero. Delle contrazioni leggere (talmente miti, infatti, che alcune mamme non le percepiscono) separano la placenta dalla parete uterina e dopo un po’ la placenta passa attraverso il canale del parto. Questo processo in genere richiede circa dai 5 ai 20 minuti e, rispetto al momento vero e proprio della nascita, si tratta di una fase relativamente poco dolorosa.
    • Se la placenta non esce o non esce integra, devi andare in ospedale; in questo caso infatti significa che c’è un problema medico che, se trascurato, può avere conseguenze potenzialmente gravi.
  9. Porta il neonato da un pediatra. Se appare in perfetta salute dopo la nascita, probabilmente lo è. Tuttavia, è importante portarlo da un medico per una visita accurata entro pochi giorni, per essere certa che non soffra di qualche patologia che non si riesce a individuare facilmente. Programma di farlo visitare dal medico entro un giorno o due dopo il parto. Il pediatra esaminerà il bambino e ti fornirà tutte le indicazioni necessarie.
    • Dovresti sottoporti anche tu a un esame medico; il parto è un processo intenso e impegnativo e, se hai la sensazione di sentirti in qualche modo a disagio, è opportuno che un medico possa valutare se c’è qualche problema.

Consigli

  • Assicurati di avere nelle vicinanze degli amici competenti o un infermiere qualificato.
  • Non partorire da sola, senza un medico o un infermiere che possano assistere. Potrebbero verificarsi dei problemi gravi che non sapresti affrontare senza l'aiuto di qualcuno.
  • Se puoi, lava la vulva prima che nasca il bambino. In questo modo tieni la zona più pulita possibile per creare un ambiente igienicamente sano per il nascituro.

Avvertenze

  • L’ostetrica, gli amici e anche il medico potrebbero essere un po’ ansiosi durante un parto in casa. Nella società attuale, si tratta di una situazione non eccessivamente comoda. Tuttavia, cerca di capire se ti sembrano riluttanti o distratti. Non inveire contro di loro inutilmente.
  • Se stai partorendo dei gemelli e il primo è cefalico ma il secondo podalico, la situazione è piuttosto difficile (tieni presente che di solito questo significa che una gamba inizia a uscire mentre l’altra rimane all’interno, pertanto si rende necessario l’intervento di un’ostetrica, un medico o un infermiere addestrati e qualificati per risolvere questa difficoltà).
  • Se il cordone ombelicale è aggrovigliato intorno al collo del bambino o, in caso di gemelli, i loro cordoni si sono annodati o i bimbi stessi sono uniti in qualunque parte del corpo (in questo caso si parla di gemelli siamesi), il parto in genere richiede un taglio cesareo. Quindi, assicurati di avere sempre accanto un aiutante qualificato.
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