Come Comportarsi con un Amico o Familiare Anoressico

L'anoressia nervosa è un grave disturbo alimentare, più frequente tra gli adolescenti, che compromette la salute psicofisica. Il suo tasso di mortalità è più alto rispetto a tutte le altre cause di morte tra le donne che hanno un'età compresa tra i 15 e i 24 anni. Inoltre, anche se la maggioranza delle persone che soffrono di anoressia sono soggetti femminili, il 10-15% sono uomini. Se temi che qualcuno che conosci sia anoressico, agisci subito per scongiurare l'insorgere di gravi conseguenze, tra cui problemi cardiaci e renali o addirittura la morte. Esistono vari modi per curarsi e migliorare le probabilità di recupero.

Intervenire Affinché la Persona Anoressica Guarisca

  1. Fai in modo che consulti un medico per la diagnosi e il trattamento. L'anoressia nervosa, se non curata, può diventare un grave problema di salute che causa problemi renali, complicazioni cardiache e persino la morte. Se la persona anoressica presenta i seguenti sintomi, proponile di consultare il suo medico di base il più presto possibile. Se sei suo genitore, portala dal medico.
    • Mangiare poco ed evitare il consumo di cibi grassi.
    • Eccessiva perdita di peso e peso pericolosamente basso.
    • Paura di ingrassare.
    • Nelle donne, amenorrea.
    • Negli uomini, senso di insoddisfazione per la propria forma fisica e avere l'ossessione per un fisico muscoloso.
    • Immagine fisica distorta: il corpo viene visto più grande o più piccolo di quanto è effettivamente.
    • Controllo costante del peso.
  2. Informati sulla differenza tra un corpo sano e un corpo che non è in salute. Ovviamente non c'è niente di sbagliato a mantenersi in forma. Un'attività fisica regolare e un'alimentazione sana possono contribuire ad avere un bel fisico.Tuttavia, c'è differenza tra un corpo che è in forma e sano e uno che non è in salute.
    • Un uomo non è in salute se ha meno del 15% di grasso corporeo previsto per la sua età, altezza e livello di attività. L'uomo può sollevare pesi in maniera compulsiva ed essere ossessionato dalla tonificazione dei muscoli. Può anche assumere steroidi anabolizzanti per aumentare la massa muscolare.
    • Una donna non è in salute se ha un peso costantemente basso, ad esempio un indice di massa corporea di 17,5 o inferiore. È possibile calcolarlo cliccando qui. La donna può seguire una dieta piuttosto restrittiva, pesarsi frequentemente e trascorrere molto tempo davanti allo specchio.
  3. Parla con la persona anoressica dei fattori scatenanti. Un fattore scatenante può essere un individuo, un luogo o una cosa che la porta ad assumere comportamenti anoressici di fronte a una certa situazione. Può acquisire il controllo delle sue reazioni imparando a individuare i fattori scatenanti, che possono essere, ad esempio:
    • Interagire con chi la giudica fisicamente.
    • Cibi particolari che ha difficoltà a mangiare o a pensare di consumare.
  4. Aiuta a stabilire obiettivi ragionevoli. Fissando obiettivi ragionevoli e realistici, avrà la possibilità di fare progressi in vista del suo recupero. Si tratta di traguardi raggiungibili entro un arco di tempo specifico senza che interferiscano in altri settori della propria vita.
    • Se la persona anoressica ha difficoltà a mangiare una normale quantità di cibo tre volte al giorno, invitala a provarci almeno una volta al giorno. Quando avrà raggiunto questo piccolo traguardo, potrà continuare a seguire l'obiettivo più grande. L'aiuterà a sentirsi soddisfatta e a lavorare a un ritmo più concreto, senza avvilirsi.
  5. Raccomandale di tenere un diario sulla sua guarigione. Scrivendo un diario incentrato sulla sua lotta contro l'anoressia, avrà la possibilità di esprimersi in modo positivo. Sebbene non sostituisca l'aiuto fornito da una comunità di sostegno o da un professionista, questo può essere un potente strumento per condividere i sentimenti che prova e riflettere su ciò che sta accadendo nella sua vita.
    • Falle provare l'approccio "Five-Minute Sprint" di Kathleen Adams, fondatrice di "The Center for Journal Therapy". Dalle queste istruzioni: imposta un timer per cinque minuti, scegli un argomento che hai in mente e scrivi. Non c'è bisogno di applicarsi eccessivamente per svolgere questo esercizio di scrittura: è necessario solo far fluire i propri pensieri sul foglio. Dopodiché dovrà leggere quanto hai scritto e, ogni volta che le salta agli occhi qualcosa, dovrà scrivere: "Leggendo, ho notato o sentito che _________." Questo metodo le permetterà di elaborare le sue emozioni su determinati argomenti. Sarebbe una buona idea farlo insieme per dimostrarle la tua solidarietà.
  6. Informatevi insieme sul "consumo intuitivo". Si tratta di un sistema di nutrizione concepito dalla dietista Evelyn Tribole e dal terapista nutrizionale Elyse Resch. Può insegnare ad ascoltare le esigenze del corpo e a sviluppare un rapporto sano col cibo. Dimostra che hai a cuore la salute di questa persona, invitandola a informarvi insieme su questo metodo. Il consumo intuitivo può aiutarla a:
    • Ascoltare quando il suo corpo ha fame o è sazio.
    • Trovare il modo per risolvere i suoi problemi emotivi senza ricorrere al cibo.
    • Imparare a trarre piacere dal cibo.

Parlare di un Aiuto Professionale

  1. Discuti di ricovero. L'anoressia è una malattia che può compromettere la salute psicofisica. Dal momento che interessa diverse sfere della vita di una persona, discuti con chi è anoressico delle varie soluzioni di ricovero, ad esempio rivolgendovi presso un centro specializzato nella cura dei disturbi alimentari. Una simile struttura sarà in grado di gestire tutti i problemi causati dall'anoressia e provvedere alle cure di cui necessita sia il corpo che la mente.
    • È importante soprattutto se è in forte sottopeso o malnutrito. In questo genere di strutture i medici possono aiutare il soggetto anoressico a rimettere il corpo in salute, mentre gli psicologi possono affrontare i problemi pertinenti i risvolti emotivi della malattia.
  2. Dai una mano a trovare un buon terapeuta. La psicoterapia può aiutare a gestire i problemi emotivi che stanno alla base dell'anoressia. Un bravo terapeuta contribuirà a cambiare il modo in cui la persona anoressica vede il suo corpo e il cibo.
    • Terapia cognitivo-comportamentale. È il metodo terapeutico con cui sono stati condotti più ricerche nell'ambito dei disturbi alimentari. Può aiutare a modificare pensieri e comportamenti per non cadere negli stessi vecchi schemi irrazionali inerenti il peso e il cibo.
    • Terapia interpersonale. Si concentra sul miglioramento delle relazioni presenti nella propria vita affinché i sintomi dell’anoressia scompaiano da soli man mano che la sfera dei rapporti interpersonali diventa più sana e in grado di dare appoggio.
    • Cerca un terapeuta cliccando qui.
  3. Raccomandale di chiedere aiuto per risolvere altri problemi, come la depressione e l'ansia. Alcune ricerche dimostrano che chi soffre di disturbi alimentari è anche più predisposto a soffrire di depressione e ansia. La complessità di questi problemi può rendere difficile il recupero, quindi è una buona idea che la persona anoressica cerchi aiuto per affrontare tutti gli altri ostacoli sul suo cammino, come il disturbo ossessivo-compulsivo o la depressione.
    • Il disturbo ossessivo-compulsivo è un disturbo d'ansia piuttosto comune, che si presenta parallelamente ai disturbi alimentari. Se il soggetto anoressico riferisce di avere pensieri continui su cose che non può controllare, come la presenza di germi o intrusi in casa, sarebbe opportuno che consultasse il medico su questo disturbo.
    • La depressione può essere sia la causa sia l'effetto di un disturbo alimentare. Se chi soffre di anoressia sembra sempre triste, stanco o restio a provare qualunque tipo di piacere, fai in modo che consulti il suo medico sulla depressione clinica.
  4. Suggerisci un dietologo qualificato. Le persone che soffrono di anoressia spesso hanno carenze nutrizionali. Contattando un dietologo, riuscirà a riacquistare l'equilibrio di cui necessita il corpo. Questo specialista può aiutare il soggetto anoressico ad aumentare di peso, ma anche a reintegrare qualunque carenza fisica, come quella elettrolitica. Alcune ricerche suggeriscono che, in realtà, potrebbe essere necessario affrontare i problemi di cibo e peso prima che abbia luogo la guarigione vera e propria.
    • Cerca un dietologo specializzato in disturbi del comportamento alimentare.
  5. Informati presso il medico sui farmaci. Non esistono farmaci specifici per i disturbi alimentari, ma gli antidepressivi o gli ansiolitici possono essere utili nel trattamento dei sintomi psicologici dell’anoressia e spesso costituiscono un passo necessario per guarire da questo disturbo. Se sei il genitore della persona anoressica, puoi rivolgerti direttamente al medico. Se sei un amico o un fratello, è meglio parlarne prima con lei.

Creare un Contesto di Sostegno

  1. Informati per poi istruire amici e familiari sull'anoressia. Il primo passo consiste nell'acquisire consapevolezza riguardo a questo disturbo alimentare, affinché tutti possano comprendere che cosa sta attraversando chi ne soffre. Puoi chiedere a un medico o ricorrere alle risorse messe a disposizione dall'AIDAP (Associazione Italiana Disturbi dell'Alimentazione e del Peso).
    • Clicca qui per consultare articoli e usufruire dei servizi online.
  2. Incoraggia la persona anoressica a chiedere sostegno. Esistono cose che tu e altri potete fare, o non fare, per aiutarla a guarire dall'anoressia. Falle sapere che le sei accanto ogni volta che ha bisogno di aiuto. Alcuni studi dimostrano che la guarigione da un disturbo alimentare è collegata a quanto il soggetto si sente coinvolto nelle sue relazioni interpersonali. Il sostegno che riceve da amici e familiari è essenziale per il suo benessere, perciò fai del tuo meglio per comunicargli quanto gli vuoi bene e che sei disposto ad aiutarlo in qualsiasi modo possibile.
    • Per esempio, se il medico o il dietologo prescrive una dieta particolare, chiedi se vuole una mano a gestire questo cambiamento.
  3. Partecipa alle sedute di psicoterapia. Un metodo promettente per curare l'anoressia è la terapia familiare che coinvolge gli altri membri della famiglia nella cura del soggetto malato. Questo tipo di approccio coopta l'appoggio dei familiari per aiutare chi soffre di questo disturbo a riprendersi. Alcune ricerche suggeriscono che, in realtà, la terapia familiare è più efficace di quella individuale.
    • Il terapeuta insegnerà a te e gli altri componenti della famiglia a essere di sostegno e ad aumentare le probabilità di recupero. Può anche osservare l'intera famiglia mentre mangia al fine di dare suggerimenti su come incoraggiare in modo sano un migliore rapporto con il cibo.
  4. Mangiate tutti insieme. Se la persona anoressica vive ancora con i genitori, è una buona idea che mangi con loro almeno tre volte a settimana. Alcune ricerche dimostrano che chi mangia regolarmente con la famiglia ha meno probabilità di soffrire di disturbi dell'alimentazione. Infatti, questi momenti trascorsi in famiglia, soprattutto se combinati con la terapia familiare, costituiscono sane occasioni per rimettere nella giusta direzione chi soffre di anoressia. In questo modo i familiari sapranno in che modo sostenerlo mentre affronta i suoi problemi alimentari.
  5. Aiuta la persona anoressica a non isolarsi. L'isolamento è una delle cose peggiori che possa vivere se è già impegnata a combattere l'anoressia. Può sembrare una buona idea che si allontani dal resto del mondo mentre cerca di gestire il suo peso, ma isolarsi servirà solo a peggiorare la situazione. Dille di accettare nella sua vita gli amici e la famiglia in modo che possano starle vicino. Il segreto del successo sta nel fare affidamento sulle persone che si preoccupano per lei e che vogliono che guarisca.

Consigli

  • Quando parli con un soggetto anoressico, concentrati sui suoi sentimenti e le sue relazioni. Questo atteggiamento ti eviterà di innescare un senso di vergogna sul suo rapporto col cibo o sul peso.
  • Promuovi la sua autostima. Sii positivo quando interagisci con chi soffre di anoressia. Concentrati sugli aspetti che apprezzi di questa persona.

Avvertenze

  • Non sentirti in colpa se sei il genitore. I disturbi alimentari sono complessi. Non hai causato niente. Se hai l'impressione di aver commesso degli errori che hanno contribuito alla sua malattia, cerca di scusarti e comportati diversamente.
  • Rispetta i suoi spazi. Sii disponibile, ma non essere invadente né prepotente. Violando gli spazi, magari controllando il consumo di cibo, c'è il rischio di aggravare i disturbi alimentari.
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