Come Imparare a Convivere con il Proprio Stigma

Solo di recente le persone hanno iniziato a capire che il “diverso” non è contagioso. Nel passato, l’ignoranza e la superstizione imponevano di stare alla larga da persone considerate diverse. Sfortunatamente questi beceri pensieri sono duri a morire, e molte credenze devono ancora venire a patti con la logica e la realtà dei fatti. Puoi essere obeso, omosessuale, bipolare, cieco o autistico, lo stigma è qualcosa per cui bisogna combattere ogni giorno, a prescindere dalla tua condizione. Continua a leggere per imparare a convivere con il tuo stigma e per trarne il meglio.

Entrare nello Spirito Giusto

  1. Impara tutto ciò che c’è da sapere sul tuo problema. In questo modo ti sentirai meno isolato e saprai cosa dire agli altri quando verrai interpellato. Ecco un esempio: sapevi che il 20-25% della popolazione adulta soffre di un qualche disturbo mentale? E solo la metà di loro cerca aiuto. Sapevi che in Italia un ragazzo su quattro è in sovrappeso o obeso? Conoscere queste informazioni può risultare utile in più di un’occasione.
    • Acquisire informazioni su ciò che stai passando può aiutarti a sentirti meno solo. Sapere che milioni di persone stanno affrontando una situazione simile alla tua può permetterti di comprendere quanto sia fattibile superarla. Inoltre, durante questo percorso incapperai in storie di vita vissuta che riusciranno a ispirarti.
    • Ma c’è di più. Conoscere le statistiche può aiutarti a cavarti fuori da alcune situazioni difficili. Se, ad esempio, ti trovi a parlare con qualcuno secondo cui “la depressione non esiste”, puoi benissimo dirgli che in Italia almeno 1,5 milioni di persone soffrono di depressione, e che una corretta informazione sui disturbi dell’umore potrebbe ridurre il rischio di suicidio per molti di loro.
  2. Renditi conto che tu non sei il tuo stigma. Chi è che si è lavato i denti stamattina appena sveglio, tu o il tuo stigma? E chi ha preparato la cena ieri sera? Per chi provano affetto i tuoi amici e familiari, per te o per il tuo stigma? Esatto, siete due entità separate. Quando le persone ti guardano, vedono te. Perciò quando ti guardi allo specchio, anche tu dovresti vedere solo te.
    • Sono molte, troppe, le persone che si lasciano assorbire totalmente dal proprio problema. Per alcuni, ciò rappresenta un meccanismo di compensazione; fingono di esserne orgogliosi per dare l’impressione di stare bene con se stessi. Anziché perderti in questa finzione, pensa a te stesso. Chi sei tu, come persona?
  3. Cerca qualcuno in grado di aiutarti a risolvere il tuo problema, se possibile. Molti disturbi stigmatizzanti non necessitano di alcun trattamento, ma per alcuni esistono diverse forme di assistenza che possono portare grandi benefici. Non devi chiedere aiuto perché il disturbo in sé sia sbagliato o imbarazzante, ma per renderti la vita più semplice. È difficile riuscire ad accettarlo, ma perché non alleviare il problema, se si può fare?
    • Se sei obeso, ad esempio, considera l’idea di iniziare un programma per la gestione del peso in modo da migliorare la tua salute. Se sei dislessico, invece, puoi rivolgerti a uno specialista dell’apprendimento. Le figure professionali con cui lavorerai potranno inoltre darti dei consigli su come affrontare il problema in maniera più semplice, visto che hanno a che fare con questo genere di cose tutti i giorni.
  4. Prova anche a sottoporti a terapia. Nessuno su questa Terra dovrebbe combattere da solo contro i propri demoni. Riuscire ad affrontare il proprio stigma non significa solo avere a che fare con qualcosa che sembra inaccettabile per il resto del mondo, ma anche scontrarsi con il mondo stesso. Può essere un grosso peso da portare sulle spalle. È proprio per questo motivo che dovresti considerare l’idea di sottoporti a terapia. Milioni di persone ci provano ogni anno, ricevendone un grande beneficio. Non significa che stai male, significa che inizi a sentirti meglio.
    • Se per un motivo o per un altro la terapia non fa per te, considera l’idea di entrare a far parte di un gruppo di supporto. Far parte di una rete di individui affini a te può aiutarti tanto quanto andare in terapia. Avrai una piattaforma per parlare del tuo disturbo e di tutti i problemi che esso comporta, inoltre sarai in grado di acquisire forza dalle persone che ti circondano, e di trasmetterla a tua volta.
  5. Esercitati con delle tecniche di riduzione dello stress. Molti studi dimostrano che le tecniche per combattere lo stress, come la meditazione, lo yoga e persino gli esercizi di respirazione possono aiutare le persone ad affrontare il proprio stigma. Se sei abbastanza zen da non preoccuparti del tuo stigma, esso non costituisce più un problema. Perciò, cerca un posto rilassante, carino e tranquillo, per svuotare la tua mente. Potrai trovare la pace interiore che stai cercando.
    • Non scartare queste tecniche prima di averle provate. In ogni caso, se le provi e non noti nessun miglioramento, cerca comunque di riservarti un po’ di tempo ogni giorno per concentrarti su te stesso. Trascorrere anche solo 15 minuti al giorno fuori dal mondo per entrare in se stessi può apportare numerosi benefici.
  6. Concentrati su altri aspetti che ti caratterizzano. Certo, per molti probabilmente sei solo il ragazzo sulla sedia a rotelle. O la ragazza sorda. O il ragazzino con la paralisi cerebrale. O sei il compagno di classe che ha due papà. Beh, puoi anche essere un bravissimo scacchista, il primo violinista dell’orchestra, quello bravo a basket o il ragazzo dagli occhi sbarazzini. Perché non ti concentri anche su queste cose?
    • Non importa se il tuo disturbo sia visibile o meno, puoi in ogni caso concentrarti sulle tue qualità positive. Un disturbo visibile può essere la cecità o la sedia a rotelle; mentre un disturbo invisibile può essere l’HIV, un problema renale, una malattia mentale o una qualunque altra difficoltà che si proietta come un fattore che attira l’attenzione. A prescindere da quanto sia apparente il tuo disturbo, “tu” esisti ancora. Puoi ancora mettere in mostra il tuo senso dell’umorismo, la tua perspicacia e il tuo sorriso.

Confrontarsi Con gli Altri

  1. Chiedi aiuto. All’inizio ci vuole fegato, ma chiedere aiuto è il modo più scaltro per permettere agli altri di sentirsi a proprio agio con te (oltre ad alleviare lo stigma). Dopotutto, il problema spesso sta proprio nella predisposizione degli altri al problema. Loro non ti odiano e non hanno paura di te, solo che non sanno come comportarsi. Si sentono a disagio perché non hanno idea di cosa fare o dire. Quando li farai sentire a proprio agio, tireranno un sospiro di sollievo. E tu che pensavi di essere l’unico a sentirsi in imbarazzo!
    • Se sei su una sedia a rotelle, chiedi a qualcuno di poterti aprire la porta, perché non riesci a raggiungere la maniglia. Se sei dislessico, chiedi a qualcuno di controllare se hai scritto bene un SMS. In questo modo romperai il ghiaccio, come in una normale conversazione quotidiana.
  2. Affronta la questione direttamente. Un modo per farlo è quello di chiedere aiuto, ma non è detto che il tuo disturbo necessiti di assistenza. Sentiti libero di parlare apertamente del tuo problema. Comincia con qualcosa come “probabilmente ti starai chiedendo come ho perso la gamba/perché balbetto/ho capito di essere gay/ho scoperto di avere il cancro. Molte persone lo pensano, dopotutto. Di solito dico che…”. In questo modo, sapranno che possono farti delle domande, visto che molte persone sono naturalmente curiose.
    • Usa il senso dell’umorismo! Se è possibile, scherzarci su, ovviamente. Se ti accorgi che qualcuno è un po’ titubante o vuole affrontare la questione, tranquillizzalo e aiutalo a rompere il ghiaccio. Prenditi un po’ in giro per dimostrare di essere a tuo agio con questa cosa. Fai un risolino e di’ qualcosa del tipo “cavolo, sono troppo gay per sollevare questa valigia da solo. Puoi aiutarmi?”. Oppure, quando sei in fila per prendere uno yogurt a mensa, dici a voce alta “Arriva il carrello del pranzo!”. Riuscirai facilmente ad alleviare la tensione.
    • Per la cronaca, ci sarà sempre qualcuno che non si sentirà mai a proprio agio con il tuo stigma. Se vivi il tuo disturbo da molto tempo saprai già chi è. Meglio non sprecare tempo con loro. Interagisci con queste persone solo se è necessario, ma circondati di persone più tolleranti e disinvolte.
  3. No c’è bisogno di dilungarsi sull’argomento. Se sei stato tu ad aprire il discorso, riuscirai a farti un’idea di ciò che il tuo ascoltatore vuole sapere. Alcune persone si accontentano di conoscere l’origine del problema e di cosa si tratta, mentre altri preferiscono approfondire i dettagli. Quando la questione diventa più leggera, puoi benissimo cambiare argomento. Ci sono molte altre cose di cui parlare, dopotutto!
    • Cambia argomento quando inizi a sentirti a disagio. Non devi essere un libro aperto, se non vuoi. Chiedi al tuo interlocutore quali sono i suoi hobby e i suoi interessi, anche lui merita di essere messo al centro dell’attenzione.
    • Parlare di altri argomenti aiuterà l’altro a capire che la tua condizione non ti impedisce di essere una persona completa. Inoltre, gli dimostrerà che non è obbligatorio discutere di quel problema, perché non deve essere considerato come il classico elefante nella stanza. Non è qualcosa di fondamentale, ma uno dei tanti argomenti di cui puoi parlare con le persone.
  4. Utilizza delle tecniche per fronteggiare il problema. Le persone affette da stigma generalmente utilizzano tre tecniche per riuscire ad affrontare il proprio problema. Le prime due, “evasione” e “zona di conforto”, possono essere pericolose, mentre la terza “supporto”, può essere utilizzata in qualunque momento.
    • Tecnica dell’evasione. La persona che utilizza questa tecnica è evasiva. Evita le situazioni sociali con persone che non sono a conoscenza del suo disturbo, in modo da non dover affrontare conversazioni imbarazzanti e possibili rifiuti. Finisce per isolarsi e spesso si sente solo perché non è in grado di creare nuove relazioni.
    • Tecnica della zona di conforto. La persona che utilizza questa tecnica rimane sempre all’interno di un gruppo di persone fidate e frequenta sempre gli stessi posti. Si sente a suo agio solo quando interagisce con le persone di cui riconosce l’approvazione. Per questo motivo, evita sempre di vivere esperienze diverse o cogliere nuove opportunità. L’idea del rifiuto da parte di qualcuno lo terrorizza.
    • Tecnica del supporto. La persona che utilizza questa tecnica comprende come si sentono le persone, e perché spesso si trovano a disagio (principalmente perché non capiscono il suo problema o come devono comportarsi con lui). È disponibile a parlare agli altri del suo problema e a tranquillizzarli. Questa tecnica permette a entrambe le parti di sentirsi più a loro agio.
  5. Cerca di capire che spesso non si tratta di odio o disprezzo, ma semplicemente di mancanza di comprensione. La maggior parte delle persone (persino quelle che non affrontano nessuno stigma) spesso non ricorda che tutti quanti combattono le proprie battaglie. È molto più semplice etichettare gli altri come ignoranti, cattivi o idioti. Anche se tu sei quello che soffre di più, fai un passo indietro e cerca di capire che la maggior parte delle persone che ti circonda vive un disagio nato dall’ignoranza e dal non sapere cosa dire o cosa fare, anche se non ce n’è motivo.
    • Molte persone non sanno proprio come comportarsi. Per lo più si mettono in disparte o si allontanano quando sono confuse, per evitare di fare la mossa sbagliata. È difficile non prenderla sul personale. L’unica cosa che puoi fare è utilizzare la tecnica del “supporto” per prevenire queste situazioni.
    • Ricorda sempre che ci sono persone piene di odio e disprezzo. Scaglia qualche battuta tagliente di tanto in tanto, ma lasciali cuocere nel loro brodo. Non c’è ragione di respirare il loro stesso ossigeno, non lo meritano.
  6. Informati sui tuoi diritti. Quando ci si trova ad affrontare uno stigma, sfortunatamente, bisogna imparare a badare a se stessi. Le discriminazioni sono molto frequenti; ma il lato positivo è che la nostra società è abbastanza avanzata da fornirti dei diritti per essere protetto. Se qualcuno cerca di approfittarsi della tua condizione, puoi sempre contrattaccare.
    • Molte disabilità sono protette, anche se ciò non vale per tutti i disturbi stigmatizzanti. Se pensi di essere stato discriminato dal tuo capo, dal tuo proprietario di casa o dalla persona preposta al tuo colloquio per via del tuo stigma, considera l’idea di intraprendere un’azione legale. Molto probabilmente hai dalla tua parte tutti i diritti legati alla salute, alla casa e al lavoro.
  7. Se proprio non ce la fai, allontanati. Come già discusso precedentemente, ci sono persone a questo mondo le cui personalità dovrebbero essere vietate per legge. Si dimostrano intolleranti, riluttanti all’ascolto, pieni di odio e paura. Se ti trovassi ad avere a che fare con persone del genere, allontanatene. Non c’è motivo di abbassarsi al loro livello. Sei migliore di loro.
    • Quando ti allontani da queste persone, ricorda a te stesso che molto probabilmente nascondono una profonda insicurezza. Non si sentono a loro agio con se stessi e proiettano la loro infelicità sugli altri. Che terribile destino, il loro. Non hai bisogno della loro compassione, ma probabilmente loro hanno bisogno della tua.

Diffondi la Consapevolezza

  1. Fatti coinvolgere. Se vivi in un’area urbana, ci sono molte probabilità che siano presenti gruppi di sostegno o di informazione in cui puoi entrare. Possono essere veri e propri gruppi di sostegno, o semplicemente gruppi di persone che si riuniscono per celebrare la propria diversità. L’importante è trovare una comunità di persone con cui poterti confrontare. Ti aiuterà a diventare più forte e ti permetterà di aiutare gli altri. Un’esperienza del genere potrebbe aprirti un mucchio di porte.
    • È molto più semplice affrontare uno stigma quando ci si circonda di un forte gruppo di supporto. Avere l’approvazione degli amici e della famiglia fa piacere, ma sapere che esiste un gruppo di persone che sanno cosa stai passando, è ancora meglio. Avrai una rete di persone a cui chiedere consigli e da cui attingere risorse per migliorare le tue giornate.
  2. Non isolarti. È facile nascondere la propria diversità e fingere di essere “normale”. È facile rimanere chiuso in casa e pensare “oggi non ce la faccio a sopportare il mondo”. Resisti! Più riesci a stare fuori, a creare legami e a mostrare al mondo che il tuo disturbo non ti pesa come stigma, più le cose miglioreranno. Esci fuori per te e per tutti gli altri. La tua comunità lo merita.
    • Non pensare neanche per un istante di non poter fare qualcosa per via della tua condizione. Il presidente degli Stati Uniti è di colore, qualche tempo fa è stata clonata la prima pecora, il matrimonio omosessuale sta per essere accettato culturalmente e tu potresti dare l'impulso per il prossimo cambiamento. Certo, può esserci la tentazione di dire “sono su una sedia a rotelle, non posso giocare a basket” o “sono gay, non mi prenderanno mai in squadra”. Sarebbe la via più facile. Invece, con la tua forza di volontà, troverai un modo per fare qualsiasi cosa.
  3. Aumenta la consapevolezza degli altri. Forse qualcuno ha solo bisogno di ascoltare la tua storia. Dopotutto l’ignoranza scompare quando la gente inizia a imparare. Non puoi avercela con loro se sei il primo a non mettersi in gioco! Partendo dalle informazioni che conosci sul tuo problema e dalle tue esperienze personali, racconta la tua storia. Grazie a te il mondo diventerà un posto più ricco e saggio, e forse anche un po’ più tollerante.
    • Chiedi all’interno del tuo gruppo di supporto quali sono le piattaforme che usano per farsi ascoltare dal pubblico. La tua storia può diventare parte del programma del movimento per l’uguaglianza.
    • Parlane a scuola o sul posto di lavoro. La tolleranza e la lotta alla discriminazione sono sempre ottimi argomenti, chi sta a capo delle istituzioni li supporta molto spesso. Potresti avere a disposizione delle risorse che neanche immaginavi.
  4. Aiuta gli altri a essere più forti. Cerca di capire che lo stesso trattamento becero che viene riservato a te viene subito anche da altre persone nel mondo per via della loro razza, religione o orientamento sessuale, o persino per colpa di una malattia mentale (solo per citare qualche esempio). La maggior parte delle persone combatte una battaglia interiore silenziosa. Anche se non è esattamente come la tua, possono comunque avere molte difficoltà. Usa la tua forza per alleviare la loro sofferenza.
    • Se sommassi tutte le persone discriminate per il fatto di essere diverse, scopriresti che “sono” la stragrande maggioranza. Ciò crea una prospettiva di unione in cui puoi trovare supporto dappertutto. Tu non sei diverso da loro. Improvvisamente, sei tu quello “normale”. Immagina una cosa del genere!
  5. Porta il tuo stigma all’interno della comunità. Affrontare uno stigma è come curare i sintomi di una malattia. Alla fine, è sempre li. È come dare un pesce a un uomo invece di insegnargli a pescare. Quando sarai riuscito ad affrontare il tuo problema, dovrai iniziare a lottare per estirparlo alla radice. Portalo all’interno della comunità, in modo che inizi a scomparire. Forse le generazioni a venire non dovranno lottare tanto quanto te.
    • Perfeziona la tua storia. Impara anche dalle storie degli altri. Scrivi un libro o apri un blog. Tieni delle conferenze. Insomma, fai qualcosa che dimostri al mondo che l’intolleranza è storia passata, e che è sostanzialmente ridicola. Fai in modo che il tuo stigma diventi talmente comune da renderlo irrilevante.
    • Portare il proprio problema all’attenzione del pubblico non è il solo modo per riuscire ad affrontarlo. Non combatti contro la scienza o la religione, ma solo contro il tempo. Prima inizierai a combattere, prima gli altri impareranno ad accettare l’idea che il tuo “disturbo”, la tua “disabilità”, non è qualcosa di sbagliato. Siamo tutti diversi, e in un certo senso ciò ci rende tutti uguali.

Consigli

  • Ricorda che i tuoi problemi derivano dall’insicurezza degli altri, non dalla tua.
  • I bambini a volte fissano il loro sguardo e pongono domande innocenti. Dovrebbero essere rispettati e apprezzati per questo, è un modo per imparare .
  • La tua disabilità non è frutto di una tua colpa. Non lo è mai stata e non lo sarà mai.
  • Le persone con disabilità o problemi gravi hanno difficoltà ad accettare gli sguardi indiscreti, i commenti e altre cose simili. Cerca di affrontarli nel miglior modo possibile, cambia ciò che puoi e fregatene del resto.

Avvertenze

  • Non importa quanto ti sforzi, alcune persone non sono in grado di cambiare il proprio atteggiamento.
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