Come Curare Naturalmente l'H. Pylori

Molte persone restano sorprese quando scoprono che i batteri nel corpo superano numericamente le cellule (il rapporto è di circa 10 a 1!). Una parte significativa di questi batteri viene definita come "batteri buoni", una flora indispensabile per la salute e l'equilibrio dell'organismo umano, intesa come microbioma. Il microbioma influisce notevolmente sulla salute e sul peso complessivo; inoltre può anche determinare il rischio di diverse patologie, come le malattie cardiache, il diabete, l'obesità e l'ictus. Alcuni batteri però possono provocare varie infezioni che sono dannose per il benessere delle persone. In particolare, l’Helicobacter pylori, comunemente chiamato semplicemente H. pylori, è uno di quei batteri che possono causare ulcere nello stomaco o nella prima parte dell'intestino tenue, il duodeno. L’H. pylori colpisce un gran numero di persone affette da ulcera. In realtà, anche se si è soliti pensare che le ulcere siano una conseguenza dello stress, cibi piccanti, alcol e fumo, per la maggior parte sono provocate da questo batterio.

Rimedi Naturali

  1. Sii consapevole del fatto che i rimedi naturali hanno inevitabilmente dei limiti. I trattamenti naturali per l’H. pylori sono centrati su una dieta nutriente, sull'uso delle norme igieniche di base, sull'uso di specifiche erbe, sull'assunzione di probiotici e altri integratori. Questi approcci non si sono dimostrati delle cure definitive contro l’H. pylori, ma aiutano a prevenire e curare l'infezione. Inoltre possono anche contribuire a ridurre i sintomi, se ne stai manifestando qualcuno.
  2. Segui una dieta nutriente. Dovresti assumere degli alimenti integrali e non lavorati industrialmente, in modo da ottenere il giusto nutrimento necessario per rafforzare il sistema immunitario, aumentare e sostenere il microbioma e controllare l'acidità dell'organismo. Una dieta sana prevede:
    • Proteine di alta qualità:
      • Da bassa a moderata quantità di carne rossa (preferibilmente animali nutriti al pascolo).
      • Moderata quantità di pollame senza pelle.
      • Da bassa a moderata quantità di carne di maiale.
      • Da moderata a elevata quantità di pesce.
    • Verdura e frutta fresca (in una varietà di colori intensi).
      • Broccoli, in particolare quelli contenenti alti livelli di una sostanza chimica chiamata sulforafano, efficace nell'uccidere questo batterio.
    • Fagioli e legumi come le lenticchie.
    • I carboidrati complessi si trovano in:
      • Verdure.
      • Cibi integrali.
      • Cereali come riso e quinoa.
      • Fagioli e legumi.
  3. Bevi molta acqua. Una dieta sana comprende anche l'assunzione di molta acqua. Dovresti berne almeno 6-8 bicchieri ogni giorno, ma è meglio se ne aumenti la quantità quando trascorri molto tempo all'aperto durante le calde giornate estive o svolgi delle attività che fanno sudare.
  4. Evita gli alimenti trasformati e confezionati. Quelli lavorati industrialmente, che trovi nei supermercati, non forniscono una nutrizione adeguata. Tra questi cibi si intendono quelli che hanno assunto una forma ben diversa da quella naturale o nei quali sono stati aggiunti altri ingredienti non alimentari (additivi, conservanti, ecc.).
    • Per capire se un prodotto è stato elaborato/trasformato, controlla la lista degli ingredienti. Più l'elenco è lungo, più il cibo è elaborato. Questi alimenti in genere si trovano nelle corsie centrali dei supermercati, mentre quelli meno elaborati sono esposti nelle corsie laterali ed esterne, e includono i fagioli secchi, frutta fresca e verdura, riso, alimenti in grandi quantità e i cibi che contengono un singolo ingrediente.
    • Evita i piatti precotti già pronti da mangiare. Anche questi hanno subito un trattamento di lavorazione e contengono conservanti e altri prodotti chimici che non sono vero cibo.
    • L'obiettivo è quello di mantenere gli alimenti nel loro stato più naturale possibile, perché alcuni degli ingredienti e conservanti possono sopprimere la risposta immunitaria.
  5. Pratica delle sane abitudini igieniche. Per ridurre al minimo il rischio di infezione da H. pylori, devi sempre lavare accuratamente le mani e tutti gli utensili che usi per cucinare e mangiare. Usa acqua calda e detersivo durante il lavaggio, non condividere gli utensili con nessuno e assicurati che coloro che preparano il cibo per te seguano una corretta igiene. Lava tutta la frutta e verdura con acqua tiepida e saponata o un prodotto specifico per gli ortaggi, infine risciacqua bene.
  6. Prendi i probiotici. Questi sono una fonte sicura di batteri "buoni" e di lieviti che si trovano normalmente nel microbioma umano, come la specie di Lactobacillus, acidophilus, bifidobatteri e il lievito Saccharomyces boulardii. Puoi anche assumerli come integratori (seguendo le istruzioni riportate sulla confezione), oppure con gli alimenti.
    • Buone fonti alimentari di probiotici sono i prodotti fermentati come il kefir, i crauti, i sottaceti, il kombucha (un tè fermentato), il tempeh, il kimchi e altri alimenti come lo yogurt, la zuppa di miso, il poì (piatto hawaiano derivato dalla lavorazione del taro), gli asparagi, i porri e le cipolle. Inserisci questi alimenti almeno 2-3 volte a settimana nella tua dieta.
    • Dovresti anche assumere 2-3 volte a settimana degli alimenti prebiotici, che aiutano a rafforzare i batteri intestinali "buoni" fornendo loro del nutrimento. Questi alimenti includono cereali integrali, cipolle, banane, aglio, miele, carciofi e porri.
  7. Prova a prendere le erbe commestibili. Molti rimedi erboristici hanno delle proprietà antibiotiche in grado di attaccare i batteri "cattivi". Il succo di mirtillo, per esempio, sembra possa prevenire o impedire ai batteri di attaccarsi allo stomaco; una ricerca effettuata in tal senso consiglia di assumere 250 ml di succo di mirtillo ogni giorno. Inoltre, molte erbe che vengono usate normalmente in cucina si sono dimostrate efficaci nell'uccidere l’H. pylori, sia in vitro che in vivo. Dovresti aggiungere una quantità abbondante delle seguenti erbe aromatiche per insaporire i cibi a piacimento:
    • Cipolle e aglio.
    • Zenzero, che sembra anche in grado di bloccare la formazione di ulcere.
    • Timo.
    • Curcuma / curry.
    • Pepe di Cayenna (ma non in quantità eccessiva).
    • Origano.
    • Fieno greco.
    • Cannella.
  8. Prendi degli integratori a base di erbe. Le erbe e le spezie, che vengono usate normalmente in cucina, possono anche essere assunte in forma di capsule, attenendoti alle istruzioni riportate sulla confezione per quanto riguarda la posologia.
    • Puoi prendere delle compresse masticabili di liquirizia deglicirrinizzata, o DGL. Puoi masticarne 1 o 2, tre volte al giorno.
      • Alcuni studi hanno rilevato che la liquirizia tende ad aumentare la pressione sanguigna, ma se assunta nella sua forma DGL non sembra provocare lo stesso problema.
    • La Scutellaria baicalensis è una pianta medicinale dalle proprietà antibiotiche.
      • Tieni presente che questa erba può rallentare la coagulazione del sangue, quindi, se stai assumendo l'aspirina, un anticoagulante, soffri di qualche disturbo della coagulazione o devi affrontare a breve un intervento chirurgico, consultati con il medico prima di prendere la Scutellaria baicalensis.
      • Inoltre può influire sui livelli di zucchero nel sangue e abbassare la pressione sanguigna. Anche in questo caso, parla con un medico qualificato per farti consigliare il giusto dosaggio, prima di assumerla.
    • Il ginseng rosso coreano ha dimostrato di svolgere un'azione anti-H. pylori negli animali da laboratorio. Questo tipo di ginseng è diverso da quello americano e può essere usato in un'infinità di modi. Sebbene questa radice sia ampiamente considerata efficace per stimolare le prestazioni mentali e sessuali, è anche in grado di ridurre la glicemia, aumentare la frequenza cardiaca e può alzare o abbassare la pressione sanguigna. Se vuoi provare il ginseng rosso coreano, devi prima chiedere il parere al tuo medico, per essere certo di assumerlo senza rischi.
  9. Prendi altri nutrienti utili. Il tè verde, il vino rosso e il miele di manuka hanno proprietà antibiotiche contro l’H. pylori. Per la verità, molti di questi studi sono stati fatti in vitro o su animali da laboratorio, quindi non è ancora conosciuto il giusto dosaggio per gli esseri umani. È comunque sicuro e, senza alcun dubbio, salutare inserire il tè verde e il miele di manuka nella normale alimentazione, ma assicurati di bere il vino rosso con moderazione. Questi sono tutti elementi che possono combattere l'infezione.
  10. Considera di applicare diversi metodi contemporaneamente. Puoi ottenere un maggiore successo combinando tra loro i diversi approcci descritti finora. Ti sentirai meglio in generale e potrai contribuire a ridurre l'infezione, se saprai coniugare un'alimentazione migliore con l'assunzione delle erbe e spezie consigliate nei passaggi precedenti; inoltre questo ti permette di aggiungere varietà e sapori ai tuoi piatti, integrando alcuni alimenti fermentati e ricchi di probiotici.
    • Sottoponiti agli esami di controllo dopo avere rispettato queste abitudini per 2-3 mesi, per verificare la presenza o meno dell'infezione. A quel punto, puoi decidere se assumere degli antibiotici e dei farmaci antiacido che ti prescriverà il medico. Valuta e discuti sempre le diverse soluzioni con il tuo curante e fai gli esami opportuni per essere certo di non avere più l'infezione.
  11. Contatta il medico. Se i consigli descritti finora non ti aiutano a sentirti meglio, se provi un forte dolore addominale, vedi del sangue nelle feci (feci nere e catramose), nel vomito o questo assomiglia ai fondi di caffè, chiama subito il medico! Questi possono essere segni di un problema molto serio.

Farmaci

  1. Prendi un antibiotico. Se il medico ha riscontrato che soffri di infezione da H. pylori, può decidere di prescriverti un antibiotico per combatterla. Potrebbe anche consigliarti di assumere due o più antibiotici da prendere per almeno 2-3 settimane o più, a seconda di come risponde l'organismo.
    • Alcuni degli antibiotici che vengono somministrati più spesso in questo caso sono l'amoxicillina, la claritromicina, il metronidazolo e la tetraciclina.
  2. Prova i farmaci che riducono l'acidità. Oltre agli antibiotici, spesso viene anche raccomandato di assumere contestualmente dei farmaci che abbassano i livelli di acido (inibitori della pompa protonica o IPP) o gli antagonisti dei recettori H2, chiamati appunto "H2 antagonisti". Dei livelli ridotti di acido forniscono un ambiente poco favorevole allo sviluppo dei batteri, mentre gli antibiotici li uccidono.
  3. Aggiungi anche una soluzione di bismuto. Congiuntamente agli antibiotici e ai farmaci antiacidi, il medico può consigliarti una soluzione di bismuto come il subsalicilato di bismuto (per esempio il Pepto Bismol). Questi elementi non sono in grado da soli di uccidere i batteri, ma agiscono in maniera sinergica con gli antibiotici e i farmaci antiacido.
    • Circa il 70-85% delle persone che hanno preso simultaneamente questi tre farmaci è risultato negativo al batterio H. Pylori al termine del trattamento. Ci sono differenti combinazioni possibili che prevedono due antibiotici, una soluzione di bismuto e un farmaco antiacido, quindi consultati con il medico per trovare l'opzione più adatta per il tuo caso specifico.

Conoscere l’H. Pylori

  1. Conosci come l’H. pylori provoca le ulcere. Questo batterio danneggia il rivestimento dello stomaco, che normalmente lo protegge dagli acidi che si formano per innescare il processo di digestione del cibo. Una volta che il rivestimento è stato danneggiato, gli acidi presenti iniziano letteralmente a "corrodere" lo stomaco e il duodeno, provocando potenzialmente dei "buchi" (ulcere) che possono sanguinare e causare notevole dolore.
    • Da questa emorragia può conseguire anemia, affaticamento e debolezza, oltre alla presenza di dolore e disagio che possono essere davvero debilitanti.
    • L’H. pylori è stato correlato a un tipo di cancro allo stomaco e al linfoma del MALT (tessuto linfoide associato alle mucose). Inoltre l'infezione è anche associata a un ridotto rischio di un altro tipo di cancro allo stomaco e all'esofago.
  2. Informati su come si può contrarre l'infezione. Il batterio H. pylori può trovarsi nei cibi infetti, nell'acqua, sugli utensili da cucina o può essere trasmesso attraverso il contatto con i fluidi di altre persone già infette. Ad esempio, se condividi una forchetta o un cucchiaio con qualcuno che ha già contratto l'infezione, puoi ammalarti anche tu.
    • Questo batterio è presente ovunque. Puoi trovarlo in circa i 2/3 della popolazione adulta del mondo, così come nei bambini, anche se i maggiori tassi di infezione si riscontrano più facilmente nei Paesi in via di sviluppo, piuttosto che nelle nazioni sviluppate.
    • Per cercare di prevenire l'infezione, devi sempre lavarti le mani prima di mangiare, soprattutto dopo essere stato in bagno. Bevi solo acqua che proviene da una fonte pulita e sicura e accertati che il cibo sia preparato in modo scrupoloso, in cucine dove vengono rispettate delle norme igieniche.
    • Probabilmente non potrai evitare completamente i batteri, ma puoi ridurre il rischio di infettarti. Se mangi correttamente e ti mantieni in buona salute, il sistema immunitario dovrebbe essere in grado di lottare adeguatamente contro l'infezione.
  3. Riconosci i primi sintomi dell’H. pylori. All'inizio l'infezione può essere totalmente indolore e asintomatica. A dire il vero, a meno che tu non ti sottoponga a degli accertamenti, potresti anche non accorgerti di essere infetto. In ogni caso, quando i sintomi si manifestano, possono includere:
    • Dolore o sensazione di bruciore all'addome (che può peggiorare quando hai fame).
    • Nausea.
    • Frequenti rutti ed eruttazione.
    • Diminuzione dell'appetito.
    • Gonfiore addominale.
    • Perdita di peso senza aver seguito una dieta intenzionale.
  4. Presta attenzione al peggioramento della sintomatologia. Se l'infezione persiste e progredisce può provocare delle ulcere, e in questo caso non puoi non rendertene conto. Se presenti uno dei sintomi elencati qui di seguito, rivolgiti immediatamente al medico, in quanto potrebbero indicare un problema serio. Essi sono:
    • Forte dolore addominale.
    • Presenza di sangue nelle feci, che possono assumere un aspetto scuro e catramoso.
    • Presenza di sangue nel vomito o vomito nero che assomiglia ai fondi di caffè.
  5. Sottoponiti all'esame per l’H. pylori. Il medico potrà diagnosticare l'infezione dai sintomi che presenti e da diversi tipi di test di laboratorio che potresti eseguire.
    • Il test del respiro (breath test all'urea) è uno dei modi migliori per diagnosticare la presenza di questo batterio.
      • Ti viene chiesto di bere un liquido "marcato" con delle sostanze leggermente radioattive o anche non radioattive, a seconda del test specifico che viene svolto. Dopo un periodo di tempo relativamente breve, viene analizzato il respiro per verificare la presenza di urea. L'urea e l'ammoniaca vengono elaborati come sottoprodotti del metabolismo batterico e forniscono un'indicazione chiara della presenza del batterio H. pylori.
    • Può essere eseguito anche un esame delle feci per verificare la presenza di batteri.
    • Anche se raramente, il medico può prescrivere una biopsia allo stomaco, che viene poi analizzata per la presenza dei batteri. In genere la biopsia viene eseguita quando c'è il sospetto di cancro, ma è il metodo più affidabile per la diagnosi ed è quello preferito da alcuni medici.

Consigli

  • Le cipolle aiutano molto contro questo batterio e puoi mangiare ogni giorno 2-4 pezzi di cipolla cruda per scongiurare l'infezione.
  • Limita il consumo di alcol, cioccolato, prodotti alimentari trasformati e zuccheri. In particolare evita gli zuccheri e i dolci, in quanto forniscono un ambiente ideale per la crescita dei batteri nocivi.
  • Se puoi, cerca di non mangiare cibi crudi come il sushi, le uova bollite solo parzialmente, le carni o le bistecche al sangue o poco cotte.

Avvertenze

  • Consulta sempre il medico prima di iniziare qualunque trattamento casalingo per questa infezione.
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