Come Trattare il Soffio al Cuore negli Adulti

Опубликовал Admin
9-07-2019, 01:00
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La maggior parte delle persone conosce il termine soffio al cuore ma non sa esattamente a cosa si riferisce. Semplicemente, si tratta di un suono anomalo che il cuore emette quando il sangue vi fluisce attraverso. Questo suono o “soffio” viene udito da un medico che ausculta il cuore con uno stetoscopio. Non si tratta di una malattia, ma indica comunque che il muscolo cardiaco non sta funzionando alla perfezione. In base alla gravità del soffio al cuore, potrebbe essere necessario un trattamento medico.

con i Farmaci

  1. Prendi degli ACE-inibitori. L’ipertensione può peggiorare la causa di fondo che genera il soffio al cuore. Gli inibitori dell’enzima di conversione dell'angiotensina agiscono dilatando i vasi sanguigni, riducendo così la pressione e sottoponendo il cuore a uno stress minore.
    • Gli ACE-inibitori aiutano a trattare i sintomi di una valvola cardiaca contratta o insufficiente.
    • L’Enapril è un ACE-inibitore da prendere per via orale. La dose, che va da 10 a 40 mg al giorno, può essere suddivisa in due momenti distinti.
  2. Prova la digossina. Questo farmaco aumenta la forza e il vigore delle contrazioni cardiache. Si rivela utile se il soffio è causato da una patologia di base che indebolisce il muscolo cardiaco.
    • La digossina (Lanoxin) si assume oralmente ogni giorno in dosi da 0,125-0,25 mg.
  3. Prova i betabloccanti. Questa categoria di farmaci interviene rilassando i vasi sanguigni e rallentando la frequenza cardiaca così da migliorare il flusso di sangue e abbassare la pressione arteriosa. Devono essere assunti quando è presente un prolasso della valvola mitralica e le palpitazioni.
    • Il Carvedilolo è un betabloccante, la posologia prevede l’assunzione per via orale di 3,25-25 mg al giorno due volte al giorno.
  4. Prendi gli anticoagulanti. Alcune malattie della valvola cardiaca sono causate dal ristagno di sangue nel cuore che causa dei coaguli. Questi, a loro volta, sono responsabili di infarti e ictus. Gli anticoagulanti sono farmaci che si usano per prevenire proprio la formazione di coaguli.
    • Il Clopidogrel (Plavix) è un farmaco anticoagulante molto usato che si assume oralmente ogni giorno (75 mg).
  5. Chiedi al medico di prescriverti dei diuretici. Questi medicinali aumentano la secrezione di acqua dall’organismo attraverso l’urina. Sono coadiuvanti nel trattamento dell’ipertensione o dell’eccesso di liquidi responsabili a volte di un peggioramento del soffio al cuore.
    • Il Furosemide (Lasix) è un diuretico che si prescrive solitamente in dosi da 20-40 mg ogni 6-8 ore.
  6. Usa le statine per abbassare il colesterolo. Se hai un colesterolo alto, questo potrebbe potenzialmente peggiorare i problemi alla valvola cardiaca, incluso il soffio al cuore. Ci sono poche statine sul mercato che possono essere usate per ridurre il colesterolo.
    • L’atorvastatina (Lipitor) è probabilmente il farmaco più diffuso al mondo. Deve essere assunto giornalmente e la dose varia da 10 a 80 mg.
  7. Sottoponiti a un ciclo di antibiotici. Questa categoria di farmaci è usata per trattare le endocarditi (infiammazione del rivestimento interno delle camere cardiache e delle valvole) causate da un'infezione batterica. Solitamente sono necessarie diverse settimane di trattamento.
    • Una terapia praticata spesso prevede l’assunzione di 1,2 g Benzilpenicillina ogni 4 ore e di 1 mg/kg di gentamicina ogni 8 ore.
    • Si tratta di cure molto lunghe ma necessarie per evitare ulteriori danni alle valvole cardiache. Come sempre, è fondamentale completare il ciclo di antibiotici.

con la Chirurgia

  1. Sottoponiti alla valvuloplastica. È una procedura che ha lo scopo di aprire una valvola bloccata. Viene inserito un catetere a palloncino attraverso un vaso sanguigno che poi viene guidato verso la valvola cardiaca.
    • Si inserisce anche un colorante di contrasto con il catetere per migliorare la visibilità. Il palloncino viene gonfiato per aprire la valvola, una volta che questa è stata trattata, il palloncino si sgonfia e viene rimosso.
    • Nonostante durante la procedura verrai pesantemente sedato, rimarrai comunque vigile durante tutto l'intervento. Finita la valvuloplastica dovrai riposare a letto e ti verrà consigliato di bere molto per espellere il liquido di contrasto.
    • Questa procedura si usa per correggere la calcificazione della valvola dovuta all’età, come la stenosi della valvola mitralica.
  2. Valuta la valvulotomia. Questo intervento aumenta l’apertura ristretta della valvola. Si pratica ai pazienti con stenosi della valvola mitralica, tricuspide, polmonare e aortica. Ci sono due tecniche per questa procedura: a valvola aperta e a valvola chiusa.
    • A valvola chiusa: si pratica un’incisione nell’appendice atriale sinistra con la tecnica del ‘purse string’. Si inserisce un dilatatore Tubbs nel ventricolo sinistro dall’apice e si apre la valvola. Questa procedura, attualmente è poco eseguita.
    • A valvola aperta: si esegue attraverso un bypass cardiopolmonare a seguito di sternotomia mediana (si apre lo sterno).Viene utilizzato un dilatatore Tubbs per aprire la valvola e rimuovere i depositi di calcio.
  3. Prova una ricostruzione della valvola. Durante questa pratica chirurgica vieni sedato fino a poco prima di un arresto cardioplegico, il che significa che il cuore viene momentaneamente fermato e che la respirazione e la circolazione del sangue vengono garantite da una macchina esterna al corpo.
    • Viene inciso lo sterno oppure si pratica un taglio sotto il muscolo pettorale destro. La valvola danneggiata viene esposta e controllata. Il chirurgo determina la causa del danno e ripara la valvola di conseguenza.
    • La tecnica di riparazione della valvola prevede: la rimozione dei depositi di calcio e di altre sostanze dalle valvole, il rimodellamento e la ridefinizione delle sue dimensioni, la riparazione delle strutture che controllano i movimenti della valvola e il ricollegamento a esse della valvola stessa. Questa procedura rafforza e dà supporto alla base della valvola.
  4. Valuta la possibilità di una sostituzione della valvola. Questa procedura viene eseguita quando la valvola è diventata stenotica o perde causando un reflusso di sangue nel cuore invece di spingerlo oltre nel suo percorso. Il chirurgo procede con una sternotomia (apertura dello sterno) oppure con una serie di piccole incisioni. Ci sono due tipi di valvole che vengono usate in questa circostanza: artificiali o biologiche (xenoinnesto e omoinnesto).
    • Artificiali: possono essere a sfera (Starr-Edwards), a disco ribaltabile (Bjork-Shiley) o a doppio disco ribaltabile (St Jude). Sono molto resistenti ma sono a rischio di trombo-embolia (formazione di coaguli nei vasi sanguigni che si possono staccare, scorrere lungo i vasi stessi e bloccarne altri. Sarà necessaria una terapia per tutta la vita con anticoagulanti.
    • Xenoinnesti: sono di origine animale, di maiale per la precisione, oppure costituite da un sottile strato rivestito di pericardio (tessuto cardiaco). Sono valvole che hanno una resistenza inferiore e devono essere sostituite ogni 8-10 anni. Non si rende necessaria una terapia anticoagulante, a meno che non sia presente della fibrillazione atriale (battito cardiaco rapido e irregolare).
    • Omoinnesti: sono valvole di origine umana, espiantate da un donatore. Sono particolarmente utili per i pazienti giovani e nei casi di sostituzione di una valvola infetta.

Comprendere il Soffio al Cuore negli Adulti

  1. Sappi che ci sono due tipi di soffio al cuore: anomalo e congenito:
    • Non patologico: la persona che presenta questo tipo di soffio al cuore non ha alcuna patologia cardiaca e il suo cuore è praticamente normale. Si sente queste soffio perché il flusso di sangue attraverso il muscolo cardiaco è rapido. Non è presente alcuna sintomatologia né segno patologico. Il soffio al cuore non patologico può scomparire con il tempo o restare per tutta la vita senza dare alcun problema di salute.
    • Anomalo: è sintomo di un problema cardiaco, solitamente correlato alla valvola cardiaca. La valvola potrebbe essere troppo contratta oppure presentare delle neoformazioni; se non viene trattato, il problema può diventare grave.
  2. Identifica le possibili cause di soffio al cuore non patologico. Ad esempio:
    • Gravidanza.
    • Attività fisica o allenamento.
    • Anemia.
    • Febbre.
    • Ipertiroidismo.
  3. Identifica le cause di soffio al cuore anomalo. Come detto in precedenza può dipendere da un problema alla valvola cardiaca. Le patologie di base che possono esserne responsabili sono:
    • Febbre reumatica.
    • Endocardite batterica.
    • Calcificazione della valvola legata all’età.
    • Prolasso della valvola mitralica.
  4. Riconosci i sintomi di un soffio al cuore anomalo. Questi non sono presenti nei casi non patologici. Si tratta di una malattia che il medico scopre durante un esame fisico di routine, per questo è importante sottoporsi a controlli regolari. Se sospetti che il tuo soffio al cuore sia correlato a una patologia della valvola cardiaca, controlla se presenti:
    • Dolore toracico.
    • Fiato corto.
    • Affaticamento e vertigini.
    • Sudorazione eccessiva con minimo o nessuno sforzo.
    • Colore bluastro della cute soprattutto le punte delle dita e le labbra.
    • Tosse cronica.
    • Caviglie gonfie o aumento di peso improvviso.
    • Fegato ingrossato.
    • Vene del collo allargate.
  5. Comprendi come viene diagnosticato il soffio al cuore. Dovrai sottoporti a diversi test prima che venga formulata una diagnosi ufficiale di soffio al cuore anomalo. Ecco cosa ti aspetta:
    • Radiografia toracica: questa procedura non invasiva dà un’immagine della struttura interna del petto del paziente. Il medico controlla la presenza di fluido nei polmoni, se il cuore è ingrandito, se c’è liquido attorno ai polmoni o se la parete che separa le due cavità cardiache è assottigliata.
    • ECG: l’elettrocardiogramma registra l’attività elettrica del cuore. Si esegue applicando dei piccoli elettrodi sul petto, braccia e gambe del paziente per monitorare l’attività elettrica.
    • Ecocardiogramma: questo è l’esame principe per la valutazione del soffio al cuore. Viene chiamato normalmente ‘Eco’ e si tratta di una procedura non invasiva che usa le onde sonore per ricostruire, attraverso un computer, l’immagine del cuore. In pratica è una ecografia del cuore.
    • Esami del sangue: questi controllano la possibile presenza di infezioni nei pazienti con sospetta endocardite batterica che a sua volta può causare un soffio al cuore anomalo.
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